Aumento della pigione per gli alloggi di servizio

Le controversie sulle basi di calcolo e gli adeguamenti degli alloggi di servizio e la loro applicazione da parte del Centro immobili di Ginevra sono state respinte dal Tribunale amministrativo federale (TAF).

Nell’autunno 2014 le guardie di confine che vivono in un alloggio di servizio sono state informate sulle nuove basi di calcolo e gli adeguamenti degli affitti decisi nell’agosto 2013 dalla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. Una sessantina di soci di Garanto e alcuni non soci hanno subito un sensibile aumento dell’affitto, in parte superiore al 60%, e hanno quindi presentato ricorso. Come se non bastasse, il Centro immobili di Ginevra non mostra alcun interesse a migliorare lo stato degli alloggi con il pretesto che mancano i mezzi necessari.

Prima di adire le vie legali, Garanto e l’avvocato di fiducia hanno cercato una soluzione consensuale. Hanno tra l’altro incontrato i responsabili dell’AFD durante un colloquio con il Centro immobili di Ginevra. Purtroppo però non è stato possibile trovare una soluzione nemmeno per gli alloggi più vetusti – perché mancano i mezzi finanziari o piuttosto perché non vi è una destinazione chiara per gli alloggi di servizio dell’AFD.

Di conseguenza una sessantina di guardie, appoggiate da Garanto, hanno presentato ricorso al Tribunale amministrativo federale per costringere l’AFD ad affrontare seriamente le condizioni abitative delle guardie nella regione. Nelle decisioni dal 18 al 26 settembre 2015, pubblicate il 20 novembre 2015, il TAF ha respinto i ricorsi per quanto giudicati ricevibili.

Gli argomenti addotti sono di natura puramente giuridico-formale e riguardano la legalità e la procedura di modifica delle istruzioni. La gerarchia delle leggi e le competenze sono state rispettate, cosa che non era e non è nemmeno in discussione. Il Tribunale amministrativo federale non è invece entrato nel merito dell’applicazione concreta delle nuove istruzioni nel singolo caso. Così facendo lascia la guardia di confine sola davanti al Centro immobili che, almeno a Ginevra, ha fissato priorità diverse dall’applicazione coerente e corretta delle nuove istruzioni.

In teoria sarebbe possibile inoltrare ricorso al Tribunale federale ma il margine di manovra è molto stretto. Servono motivazioni estremamente solide e il caso concreto deve presentare una chiara arbitrarietà nel senso della giurisprudenza del Tribunale federale. Un aspetto, questo, difficilmente dimostrabile.

Avv. Pierre Serge Heger, Ginevra

(TRADUZIONE GARANTO: FRANCA BERINI/Oscar Zbinden)

Dobbiamo per forza di cose accettare questo verdetto. Ricordiamo


che nel 2013 Garanto ha comunque negoziato con il DFF una normativa per i casi di rigore che è in seguito stata precisata dall’AFD. Se la pigione è superiore al 25% del reddito dell’economia domestica secondo la dichiarazione fiscale, i diretti interessati possono chiedere una riduzione al Centro immobili competente. 

Garanto chiederà al DFF un programma di investimento per gli alloggi di servizio. All’AFD mancano come noto i mezzi per finanziare gli investimenti che superano i 100 000 franchi per oggetto.

André Eicher, segretario centrale


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