Dalla difensiva all’offensiva!

18.11.2010

 

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190 delegati, 100 ospiti, molti aiutanti per un totale di oltre 300 partecipanti: sono queste in sostanza le cifre del 54° congresso ordinario dell’USS svoltosi il 5/6.11.2010 a Berna. Dal punto di vista dei contenuti, il congresso ha posto accenti offensivi per garantire salari e rendite come pure per migliorare le istituzioni sociali.

 

Paul Rechsteiner rieletto presidente

Al termine i delegati hanno eletto il comitato dell’USS. Paul Rechsteiner è stato rieletto all’unanimità alla presidenza per la quarta volta. I membri del nuovo comitato presidenziale sono: i vicepresidenti Vania Alleva (Unia) e Giorgio Tuti (SEV); Renzo Ambrosetti (Unia, neoeletto), Alain Carrupt (Sindacato della comunicazione), Stefan Giger (SSP/VPOD), Danièle Lenzin (Commedia, neoeletta), Katharina Prelicz (SSP/VPOD, neoeletta) e Andreas Rieger (Unia).

Nel suo discorso conclusivo Rechsteiner ha definito le decisioni prese dal congresso «un’agenda per l’intera società, per il riorientamento della politica dei redditi fondato sui salari e le rendite». Le decisioni segnano il passaggio da una strategia difensiva a una offensiva. Il motto del congresso «Buoni salari, buone rendite» riassume l’ammodernamento sociale di cui la Svizzera ha bisogno. È quella medicina che cura l’intossicazione neoliberale che negli ultimi vent’anni ha portato a una ripartizione estremamente ingiusta.

 

Dare una svolta alla politica economica

Dopo 20 anni di vacche magre è ora giunto il momento di una svolta. I delegati hanno aggiunto alcuni complementi al documento del congresso che chiede tra l’altro:

piena occupazione e buone condizioni di lavoro

A tal fine serve una politica congiunturale attiva, un disciplinamento e un ridimensionamento dei mercati finanziari e dei capitali e un’offensiva sul fronte degli investimenti nella costruzione di alloggi, nei trasporti pubblici e nella cura dei bambini. Occorre integrare meglio professionalmente i disabili e i disoccupati di lungo periodo. Orari di lavoro più corti e pianificabili dovrebbero consentire di conciliare meglio lavoro e famiglia. Il lavoro temporaneo dovrebbe essere limitato e quello su chiamata vietato.

 

Iniziativa 2011 sui salari minimi

I delegati hanno chiesto salari minimi migliori e aumenti salariali netti e soprattutto generali. L’accento va posto sui salari fissi. I bonus vanno trasformati in questo senso e bisogna limitare efficacemente gli eccessi. L’iniziativa sui salari minimi, per la quale la raccolta di firme inizierà a metà gennaio 2011, è volta a garantire maggiore equità anche in quei settori che non conoscono ancora i negoziati salariali.

I delegati hanno inoltre deciso quanto segue:

  • Sì all’iniziativa sull’equità fiscale (votazione 28.11.2010)
  • Regolamentazione della piazza finanziaria più severa e in grado di evitare crisi future
  • Lotta al franco forte e alla speculazione
  • Miglioramento delle misure fiancheggiatrici, in particolare quelle contro gli pseudo-indipendenti.

 

Migliore previdenza di vecchiaia: “AVS plus”

I delegati USS hanno dato un segnale forte a favore di una migliore previdenza di vecchiaia. L’attuale quota di sostituzione del 60% va applicata solo per i salari superiori a 7000 franchi. Per i salari più bassi occorre aumentare gli obiettivi: fino all’80% per redditi inferiori a 5000 franchi al mese. Per raggiungere questo obiettivo, l’USS lancia il progetto “AVS plus” che chiede un supplemento all’AVS. Il congresso ha incaricato gli organi dell’USS di approfondire l’argomento, di stimarne i costi e di proporre un modello per le persone attive con redditi medio-bassi. Si dovrà inoltre valutare in che misura è necessario un passaggio dal secondo al primo pilastro.

 

Orari di lavoro più corti

I delegati hanno approvato all’unanimità un documento che chiede orari di lavoro conciliabili con famiglia, tempo libero e salute. Si auspica inoltre un diritto alla riduzione dell’orario di lavoro e a vacanze più lunghe nei casi in cui il lavoratore deve assistere un famigliare (anche un genitore), orari di lavoro pianificabili e affidabili, un congedo maternità più lungo (da 14 a 18 settimane) e un congedo paternità di otto settimane. I sindacati intendono percorrere sia la via della legge che quella del CCL.

 

14 giugno 2011: donne in movimento

Di fronte alle diverse manifestazioni per la parità nel 2011, di fronte alla lentezza dei cambiamenti nella ripartizione delle attività rimunerate e di quelle di assistenze non rimunerate, di fronte agli attuali passi indietro in materia di parità salariale, i delegati dell’USS hanno approvato all’unanimità la giornata di azione prevista il 14 giugno 2011 in occasione dei 20 anni dello sciopero delle donne all’insegna del motto «Donne in movimento, la parità assolutamente!».

Sono previste azioni in tutto il paese: al posto di lavoro, nei quartieri residenziali e negli spazi pubblici. I sindacati, non solo le commissioni femminili, creeranno una vasta alleanza per rilanciare la questione della parità e investiranno molto nella preparazione dell’evento.

 

Protezione contro il licenziamento

I delegati hanno chiesto insistentemente di vietare licenziamenti antisindacali, che nella recente crisi hanno segnato un netto aumento. L’USS e i suoi sindacati li denunceranno pubblicamente anche in futuro. L’USS si appellerà di nuovo all’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL/ILO) se gli sforzi attuali per una migliore protezione dovessero fallire. I delegati hanno infine incaricato l’USS di lanciare un progetto di legge o un’iniziativa popolare.

USS (05/06.11.2010)/OZ


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