AVS: un buon rapporto prezzo-prestazioni nonostante le difficoltà delle borse

Il rendimento negativo degli investimenti comunicato da Compenswiss riflette l’andamento dei mercati finanziari dello scorso anno. Diversamente dal secondo pilastro, tuttavia il rendimento degli investimenti gioca un ruolo secondario per l’AVS, finanziata come noto con il sistema della ripartizione.

 

Il modello di finanziamento dell’AVS – il sistema della ripartizione – è decisamente migliore rispetto a quello della capitalizzazione soprattutto in tempi contraddistinti da interessi bassi e forti turbolenze sui mercati finanziari, poiché prevede il pagamento delle rendite direttamente tramite i contributi. Ciò significa che AVS/AI/IPG devono investire solo circa 33 miliardi di franchi, mentre il secondo pilastro con un volume di investimenti pari a 890 miliardi di franchi è maggiormente esposto alle bizze dei mercati finanziari.

 

L’AVS è molto più prevedibile. Ad esempio davanti all’invecchiamento demografico sappiamo che ora che va in pensione la generazione del baby-boom saranno necessarie maggiori risorse. Come previsto dal Consiglio federale e dal Consiglio degli Stati, queste risorse dovranno essere garantite dall’imposta sul valore aggiunto. Serve l’1%. Se lo 0,3% che fino a fine 2017 è versato all’AI verrà destinato all’AVS, l’aumento effettivo si limita allo 0,7%. Una scelta sostenibile per un buon investimento, tanto più che l’AVS è la principale fonte di reddito per la maggior parte dei pensionati.

 

Per il secondo pilastro si profilano invece costi enormi e questo senza che gli assicurati percepiscano maggiori prestazioni. Lo dimostra chiaramente l’esempio della cassa pensioni più grande della Svizzera, la BVK di Zurigo, che ha abbassato il tasso di conversione per il capitale di vecchiaia dal 6,2 al 4,87%. Per evitare che i futuri pensionati ricevano meno di quanto finora previsto, le detrazioni sui salari verranno aumentate di 5 punti percentuali. Per gli assicurati più giovani (21-23 anni) e quelli in procinto di andare in pensione, l’aumento raggiunge addirittura 10, rispettivamente 11 punti percentuali. Una somma considerevole che le persone attive non potranno usare per altri aspetti della loro vita.

 

L’innalzamento dell’età di pensionamento e i tagli alle prestazioni come proposto dal padronato e dalle cerchie borghesi non sono alternative valide. Inoltre, per i lavoratori più anziani è già attualmente difficile mantenere un posto di lavoro fino all’età ordinaria di pensionamento. Il rischio che assisteremo a un aumento delle persone che necessiteranno degli aiuti sociali è elevato. Inoltre, le rendite corrisposte dall’AVS e dalla cassa pensioni sono già oggi insufficienti per molti. Invece di tagliare bisogna piuttosto rafforzare, proprio come chiesto dall’iniziativa “AVS plus”. L’AVS offre alle fasce di popolazione con redditi medio-bassi il miglior rapporto prezzo-prestazioni.

 

USS (11.02.2016)

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