Presto «dogane aperte»?

25.04.2015

Se fosse per la coalizione composta da UDC, PLR e PPD presto si passerà la dogana senza doversi fermare, né per lo sdoganamento allo sportello di merci commerciabili né per i controlli delle persone e delle merci nel terreno interstiziale. Infatti, con il “pacchetto di misure volte a rafforzare la piazza economica Svizzera”, la triade chiede massicci risparmi in materia di personale e consulenze esterne.

 

In buona sostanza, gli impieghi federali per gli anni 2016 - 2018 dovrebbero essere congelati e si potrebbe tornare agli effettivi del 2014. Come se non bastasse, la triade borghese vuole risparmiare 200 milioni di franchi l’anno tagliando le consulenze esterne. Va da sé che la seconda misura produce un effetto cumulativo nel senso che il personale federale dovrà fornire i servizi che non verranno più garantiti dagli esterni.

 

Il consigliere nazionale PPD Leo Müller nella mozione del 19 marzo 2015 chiede proprio l’applicazione di questo pacchetto, ossia risparmi alla voce personale per 227 milioni di franchi e tagli per 200 milioni per le consulenze esterne. Se la mozione dovesse essere accolta da entrambe le Camere – eventualità tutt’altro che esclusa vista la forza dell’alleanza tra UDC, PLR, PPD – rimane solo da chiarire quanti posti di lavoro dovranno essere soppressi nei singoli dipartimenti e in particolare nell’AFD. Gli uffici federali dispongono infatti di un certo spazio di manovra per l’attuazione dei risparmi. Secondo i calcoli di Garanto, nel caso più estremo, potrebbero sparire fino a 1900 impieghi.

 

Una volta ancora le cerchie borghesi con le loro misure di risparmio radicali addossano al personale le colpe dei deficit e lo puniscono – va ribadito chiaramente – per il loro fallimento politico. Non dimostrano alcun ritegno nel discreditare i dipendenti pubblici tacciandoli di inefficienza oppure sostenendo che l’Amministrazione è meno performante dell’economia privata. Diffondono queste insinuazioni per favorire il finanziamento dei loro progetti decisamente costosi come la contestata riforma III dell’imposizione delle imprese.

 

Garanto non accetta le misure previste. Con una campagna condotta congiuntamente con tutte le associazioni della CNPC, si batterà per evitare che il pacchetto venga attuato. Ad esempio avvierà un’attività di lobbying mirata e, se necessario, organizzerà manifestazioni sulla piazza federale e altre azioni.

 

André Eicher, segretario centrale di Garanto

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