Basta con lo smantellamento di posti di lavoro!

18.03.2009

Riflessi sull'attività 2008 dell`UFE

 

Continua l`emorragia dei posti di lavoro nelle amministrazioni doganali e fiscali europee. Parallelamente, però, il ventaglio dei compiti che il personale è chiamato a svolgere è in costante aumento. I perdenti sono un po' tutti, a cominciare dal personale stesso.

 

Giordano Schera, vicepresidente UFE

Anche per l'anno testè trascorso, l'UFE deve purtroppo denunciare il progressivo peggioramento della situazione retributiva del personale delle amministrazioni doganali e fiscali europee. Fanno gradevolmente eccezione i funzionari doganali e delle contribuzioni tedeschi, i quali - grazie al supporto e all'impegno dei loro sindacati di categoria - per il 2008 e il 2009 si vedono aumentare i loro salari complessivamente dell'8%.

 

Emorragia generale dei posti di lavoro

Lo stesso dicasi per i colleghi scandinavi, soprattutto per quelli svedesi, che entro il 2010 si vedranno i loro stipendi aumentati dell'11,7%, quelli danesi persino del 12,8%. Anche nel 2008 è continuata la preoccupante emorragia dei posti di lavoro nell'impiego pubblico. Praticamente tutti i paesi membri dell'UFE lamentano un forte calo degli effettivi in ambo i settori, doganale e fiscale. In Finlandia, ad esempio, gli effettivi del personale negli ultimi anni sono diminuiti del 20 %. Ristrutturazioni nel settore fiscale porteranno in Francia all'eliminazione di 2500 posti di lavoro. Ben più drammatiche le notizie che ci pervengono dalla Gran Bretagna, dove è in corso una ristrutturazione a tappeto del settore fiscale che porterà alla riduzione da 240 a 160 degli uffici delle contribuzioni con conseguente soppressione di 15'000 posti di lavoro!

Sono dati sconcertanti che lo diventano ancor più se confrontati al ventaglio dei compiti attribuiti alle amministrazioni doganali e fiscali europee in costante aumento negli ultimi anni. In Germania, per esempio, dal 1° gennaio 2004 l'autorità doganale è competente per la lotta contro il lavoro nero, e dal luglio 2007 anche per il controllo dell'osservanza dei salari minimi fissati in base a dei contratti collettivi di lavoro.

Va qui precisato che i sindacati membri dell'UFE mai si sono opposti all'avvento di nuovi compiti, a condizione però che ci fosse personale a sufficienza per adempierli. Manco a dirlo, lo scenario da me brevemente descritto è stato al centro delle discussioni sia nelle sedute delle commissioni doganali fiscali dell'UFE che durante la 44esima seduta ordinaria del Comitato dell'UFE tenutasi dal 22 al 24 settembre 2008 a Budapest.

 

Chiarissima posizione dell'UFE

Chiarissima la posizione del Comitato dell'UFE in merito alla politica occupazionale e salariale. Il personale delle amministrazioni doganali e fiscali non vuole essere il capro espiatorio dei programmi di austerità finanziaria adottati dai vari governi europei per contrastare l'effetto della crisi che sta travolgendo il mondo della finanza e dell'economia, soprattutto per il fatto che non sono gli statali ad averla provocata!

Nel contesto, il Comitato dell'UFE segue con crescente preoccupazione la rinascita di tensioni protezionistiche anche fra i singoli paesi del vecchio continente. A tal proposito, l'esito positivo della votazione popolare dell'8 febbraio 2009 sulla libera circolazione delle persone Svizzera - UE è un toccasana per le intenzioni dell'UFE

 

Qualità e buona rimunerazione = soddisfazione

Restando nel campo doganale, il Comitato dell'UFE ricorda alla Commissione delle Comunità europee che le amministrazioni doganali svolgono da sempre un ruolo fondamentale nella difesa degli interessi della Comunità e dei suoi cittadini. È però imperativo che le amministrazioni doganali dispongano di effettivi sufficienti e di personale ben rimunerato. L'attuale politica occupazionale e salariale porta purtroppo verso un assioma incontrovertibile: qualità e buona rimunerazione = soddisfazione, quantità e scarsa rimunerazione = frustrazione. Ai singoli sindacati dell'UFE spetta ora l'arduo compito di invertire la rotta, intavolando trattative esplicite con i rispettivi partner sociali.

 

Incontro con il commissario Kovacs

A Budapest si è inoltre discusso sulla modernizzazione in corso del Codice doganale e del programma "Dogana 2013" che è il successore del programma "Dogana 2007". Esso mira a sostenere le amministrazioni doganali a agevolare il commercio legale e a semplificare le varie procedure senza trascurare la sicurezza dei cittadini e gli interessi finanziari della Comunità. Principalmente su questi due argomenti, il Comitato presidenziale dell'UFE farà prossimamente a Bruxelles il punto della situazione con il responsabile della direzione generale Contribuzioni e Unione doganale, commissario Laszlo Kovacs.

Per terminare, a titolo di complemento dell'informazione aggiungo che il comitato presidenziale dell'UFE nel 2008 si è riunito tre volte a Berlino presso il suo segretariato generale.


Chi è l'UFE?

L'Unione del personale delle finanze in Europa (UFE) è l'unica rappresentanza sindacale europea che cura gli interessi dei dipendenti delle amministrazioni doganali e fiscali a tutti i livelli di carriera. L'organizzazione raggruppa circa 400 000 membri individuali di 40 sindacati fiscali o doganali provenienti da 20 paesi europei. È diretto da un comitato presidenziale composto da un presidente e sei vicepresidenti eletti per un periodo di 4 anni e rieleggibili. Il comitato presidenziale può contare sul supporto di un segretariato generale con sede a Berlino. Il potere legislativo viene esercitato dal Comitato ordinario dell'UFE che si tiene ogni due anni a turno in uno dei paesi membri dell'UFE.

GS


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