Commercio e sindacati uniti sul fronte del no

23.09.2010

Revisione LAINF rispedita al Consiglio federale

 

In un’alleanza non propriamente frequente, il commercio e i sindacati invitano il Parlamento a rispedire al mittente la revisione della legge sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF), impostata su basi decisamente sbagliate.

 

Gli esponenti della Società svizzera degli impresari-costruttori e dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, da un canto, l’Unione sindacale svizzera e il sindacato Unia, dall’altro, concordano nell’affermare che la revisione dell’assicurazione infortuni, finora ottimamente funzionante, non porterebbe che massicci peggioramenti per la maggior parte delle aziende e dei lavoratori, in particolare maggiori contributi e minore protezione.

 

Anche gli impresari sono contrari

Il consigliere nazionale Werner Messmer, presidente della Società svizzera degli impresari-costruttori, difende gli interessi di un ramo professionale assicurato alla Suva con oltre 60‘000 aziende e un milione di lavoratori. Messmer ritiene che i peggioramenti siano assolutamente inconcepibili. Punta il dito in particolare contro la riduzione del salario massimo assicurato da 126'000 a 100'000 franchi, che comporterebbe unicamente un aumento dei premi del 2% nell’assicurazione di base. “La perdita di entrate sul fronte dei premi sarebbe infatti maggiore rispetto ai risparmi su quello delle prestazioni assicurative. Inoltre, per garantire ai propri quadri una copertura completa, l’imprenditore sarebbe costretto a stipulare assicurazioni complementari con costi maggiori.” Questa desolidarizzazione colpisce duramente il settore della costruzione dato che la frequenza degli infortuni dei lavoratori assicurati alla Suva è nettamente maggiore rispetto a quella dei quadri «esonerati».

 

Alla Confederazione non costa nulla

Paul Rechsteiner, presidente dell’USS, attira l’attenzione sul modello storico alla base del successo dell’assicurazione infortuni, l’assicurazione sociale finanziata meglio di ogni altra che naviga nelle cifre nere e non costa nulla alla Confederazione. Rechsteiner ha deplorato l’aumento del grado minimo di invalidità dal 10% al 20%, che comporta perdite sensibili per chi svolge un’attività manuale e nuovi rischi di responsabilità per il datore di lavoro. La lobby degli assicuratori privati, che finora ha sempre avuto successo davanti al Parlamento, è stata ammonita: «Siamo convinti che il popolo che in questo caso estremo dovrà assumersi premi più alti per prestazioni peggiori, boccerà la revisione. Un fiasco che il legislatore può e deve risparmiarsi rispedendo al mittente, ossia al Consiglio federale, questo progetto totalmente sbagliato».

 

Utili supplementari per gli assicuratori privati

Per il direttore dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), Hans-Ulrich Bigler, l’assicurazione infortuni funziona troppo bene per essere messa a repentaglio da una revisione di dubbia qualità con conseguenze imprevedibili. Anche l’USAM si oppone a un indebolimento della Suva, che negli ultimi anni è riuscita a ridurre progressivamente i premi dell’assicurazione infortuni professionali a tutto vantaggio delle imprese. Bigler critica inoltre “la pressione esercitata sul Parlamento – e su alcune organizzazioni di lavoratori - dagli assicuratori privati per garantirsi possibilità di guadagno supplementari”.

 

USS, 31.08.2010


 

Conferenza stampa del 31 agosto 2010 contro la revisione LAINF.

Foto: OZ

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