Contro l'attacco congiunto

18.12.2009

Assicurazioni sociali: piani di smantellamento vergognosi

Gli attacchi congiunti contro lo Stato sociale non sono mai stati tanto intensi e densi - nemmeno nei quindici anni di neoliberismo che la Svizzera ha alle spalle.

Attacco all'assicurazione disoccupazione

Vengono attaccate le prestazioni dell'assicurazione disoccupazione. Benché l'assicurazione disoccupazione debba funzionare bene soprattutto in caso di crisi, si mira a ridurre proprio le prestazioni per i disoccupati giovani e quelli di lunga durata - ossia due gruppi che non hanno nessuna colpa per la crisi economica, diversamente dai cavalieri dei bonus della finanza. Se il progetto di revisione non verrà affossato nei prossimi mesi, l'anno prossimo dovremo lanciare un referendum contro lo smantellamento delle prestazioni.

Attacco all'AVS

Una volta di più vengono attaccate anche le prestazioni dell'AVS attraverso la seconda versione dell'undicesima revisione che, sostanzialmente, prevede l'innalzamento dell'età di pensionamento per le donne, un peggioramento della compensazione del rincaro sulle rendite e il rifiuto di un pensionamento anticipato sociale in analogia alla proposta bocciata dal popolo nel maggio 2004. Anche su questo fronte si prospetta l'eventualità di un referendum se il Parlamento non affosserà il progetto.

Attacco all'assicurazione infortuni

Accanto all'AVS, l'assicurazione infortuni è l'assicurazione sociale meglio finanziata, ma anche qui i partiti borghesi al soldo della lobby assicurativa non hanno lasciato nulla di intentato per peggiorare le prestazioni. L'abbassamento del guadagno assicurato, da solo, implicherebbe un aumento del 2% dei premi LAINF. Non dimentichiamo poi lo smantellamento delle prestazioni e la perdita di 130 milioni per l'assicurazione disoccupazione. Anche se la questione è appena approdata sui banchi del Parlamento, dovremo far capo ai diritti popolari se non riusciremo a fermare prima questa irrazionalità di massa.

Attacco alle casse pensioni

È ancora la lobby degli assicuratori privati a manovrare dietro le quinte l'abbassamento forzato del tasso di conversione per la previdenza professionale. Con l'appoggio di Economiesuisse, le assicurazioni investono ingenti somme nel tentativo di far passare l'abbassamento delle rendite LPP nella votazione del 7 marzo 2010. Si tratta sostanzialmente di difendere l'obbligo LPP, ossia le rendite di base promesse nella previdenza professionale. Se queste promesse vengono infrante, allora non c'è più speranza per le rendite LPP. In troppi ne hanno già fatto l'esperienza.

Meno soldi ma argomenti validi

Tutti questi attacchi allo Stato sociale evidenziano che i sindacati e i loro partner politici sono ora più importanti che mai. Affronteremo le sfide in modo ponderato, con convinzione e costanza, poiché la posta in palio è molto alta - non solo per le conquiste sindacali ma per tutta la socialità svizzera. Purtroppo non disponiamo delle risorse finanziarie necessarie, ma possiamo far valere buoni argomenti, visto in particolare che lo Stato sociale - di cui l'AVS è il cuore pulsante - è l'unica via per garantire un certo equilibrio e un minimo di giustizia. Lo Stato sociale è straordinariamente produttivo per la società e per l'economia.

Davanti a uno storico show-down

Nei prossimi mesi il nostro impegno sarà determinante come non mai. Non dobbiamo dimenticare che finora siamo riusciti a difendere l'AVS nonostante gli anni difficili. Il consigliere federale Couchepin nei suoi anni alla testa del dipartimento dell'interno non è riuscito ad avanzare di un millimetro nei suoi piani di smantellamento sociale. La grande vittoria nel referendum del maggio 2004 è stata ottenuta contro l'alleanza praticamente compatta dei borghesi e di tutte le associazioni economiche. L'ampio successo della manifestazione nazionale del 19 settembre è un segnale incoraggiante.

Paul Rechsteiner, presidente USS (09.11.09)

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