L’iniziativa Ecopop è indegna del modello svizzero

24.10.2014

«L’iniziativa Ecopop non fa altro che incrementare la precarietà del lavoro, la pressione sui salari e il traffico», mette in guardia il presidente dell’USS Paul Rechsteiner.

 

Paul Rechsteiner, perché i sindacati sono contrari alla «conservazione delle basi naturali della vita» chiesta dall’iniziativa Ecopop?

 

Paul Rechsteiner: Chi vuole difendere le basi naturali della vita in Svizzera non deve fare populismo ma una politica ambientale coerente che includa tra l’altro temi quali la pianificazione del territorio o le emissioni di CO2.

 

A febbraio i sindacati non sono riusciti a contrastare l’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Perché ora la situazione dovrebbe essere diversa?

 

Ecopop è un’iniziativa ancora più estrema di quella sull’immigrazione di massa e limiterebbe ulteriormente l’afflusso di cittadini stranieri. L’errore principale dell’iniziativa è quello di indurre a credere che gli abitanti delle zone che si spopolano se la passino bene. Quando la Svizzera era un Paese povero, era anch’essa terra d’emigrazione. La situazione è cambiata solo con la crescita economica. Oggi alcune valli di montagna risentono del fenomeno dello spopolamento e sono confrontate con gravi difficoltà economiche. L’urbanizzazione e la compattazione favoriscono lo sviluppo economico e il progresso sociale. La multiculturalità della Svizzera è frutto anche della migrazione (non solo dall’estero) e i sindacati ne sono lo specchio. L’iniziativa Ecopop attacca proprio questo modello.

 

Anche alcuni sindacalisti guardano con scetticismo alla libera circolazione delle persone. Questo modello è davvero tanto importante?

 

Puntiamo a un rapporto regolamentato con l’Europa. Un sistema che assicuri a tutti gli stessi diritti è positivo per principio. Per evitare che la libera circolazione delle persone possa essere sfruttata a svantaggio degli occupati, dobbiamo proteggere i nostri salari. Ecopop vuole spingere la Svizzera alla chiusura: è una mossa suicida che non aiuta l’ambiente. L’iniziativa si rivolge solo alla popolazione residente permanente. I precari come i dimoranti temporanei e i frontalieri sono esclusi. Il loro numero aumenterebbe, generando ulteriore traffico. Questa categoria di persone è inoltre più facile da sfruttare e percepisce salari bassi. Ciò significa che, in generale, la pressione sui salari aumenterebbe ulteriormente.

 

Che cosa implicherebbe concretamente la disdetta degli accordi bilaterali per i lavoratori?

 

Dopo il 9 febbraio la situazione è sufficientemente difficile. La Svizzera è un Paese fortemente orientato all’esportazione che guadagna un franco su due con il commercio estero. Senza un rapporto regolamentato con l’Europa, vi è il rischio di trasferimenti. La piazza svizzera verrebbe messa in discussione. Ecopop strangola il modello svizzero. Siamo uno dei Paesi con una rete di relazioni economiche tra le più intense al mondo: abbiamo bisogno di rapporti regolamentati e di scambi efficaci – anche di persone.

 

La pressione sui salari e sulle condizioni di lavoro si sente nonostante le misure fiancheggiatrici. I sindacati non dovrebbero cercare di gestire questo fenomeno anche attraverso l’immigrazione?

 

Il sistema dei contingenti con lo statuto di stagionale ha generato precariato e privato molti lavoratori dei loro diritti. Il livello salariale si è abbassato. Il nuovo sistema ha invece migliorato i salari e le condizioni di lavoro soprattutto nell’edilizia e nella ristorazione. Ci battiamo per buone condizioni salariali e in difesa dei posti di lavoro. Servono però misure a sostegno dell’occupazione nazionale che, ad esempio, permettano di conciliare meglio vita professionale e famiglia o che offrano migliori prospettive ai lavoratori più anziani. Questi problemi non possono tuttavia essere imputati alla libera circolazione della persone.

 

Non è ancora chiaro come verrà applicata l’iniziativa sull’immigrazione di massa. Cosa dice a chi ha votato sì il 9 febbraio e intende fare altrettanto con Ecopop?

 

Chi, il 9 febbraio, ha voluto mandare un segnale, dovrebbe evitare di inasprire la situazione. Accettare Ecopop sarebbe davvero come tirarsi la zappa sui piedi. La nostra posizione in merito all’attuazione dell’iniziativa sull’immigrazione di massa è chiara: mantenere relazioni regolamentate con l’Europa, ossia difendere gli accordi bilaterali, proteggere meglio i salari e evitare ogni nuova discriminazione.

 

Intervista: T.Z./M.P. (USS)

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