Estensione del lavoro domenicale No grazie!

27.10.2005

Estensione del lavoro domenicale

No grazie!

 

Sarà possibile domani acquistare una lavatrice nelle stazioni? O di stipolare delle polizze d’assicurazione? No, nessuna breccia dovrà essere aperta in tal senso. Il Comitato dei salariati “No all’estensione del lavoro domenicale!” ha presentato di recente i suoi argomenti alla stampa.

 

Non solo pane e burro, ma pure dei frigoriferi. Non solo un mazzo di rose, ma anche armadi e salotti. Non solo un brushing, ma pure una polizza d’assicurazione vita. Tutto ciò sarà possibile la domenica nelle stazioni, se la modifica della legge sul lavoro verrà accettata alle urne il prossimo 27 novembre. Ma i sindacati non sono d’accordo con l’estensione del lavoro domenicale perché – come ricorda il presidente dell’USS Paul Rechsteiner – il congedo domenicale è senza dubbio il più vecchio strumento atto a proteggere le lavoratrici ed i lavoratori. Una conquista alla quale non si può assolutamente rinunciare.

 

Oggi tocca al personale della vendita, domani potrebbe concernere tutti: i sindacati hanno lanciato la campagna, contro una liberalizzazione del lavoro domenicale nei negozi delle stazioni. Chi voterà sì il prossimo 27 novembre alla modifica della legge sul lavoro (LL) aprirà una breccia molto pericolosa che potrebbe minacciare il principio della settimana di cinque giorni. Questo il grido d’alarme dei responsabili di Unione sindacale svizzera (USS), Travail.Suisse e Unia.

I partiti borghesi hanno chiaramente espresso le loro intenzioni, ha dichiarato André Daguet, della direzione del sindacato Unia. Il Consiglio degli Stati ha trasmesso in settembre 2004 una mozione della sua commissione al Consiglio federale che mira a estendere le possibilità di lavorare la domenica e il governo l'ha accettata come anche la commissione preparatoria del Consiglio nazionale.

La revisione concernente le stazioni non è che una prima tappa verso la liberalizzazione completa del lavoro in un giorno che finora era cosiderato di riposo, ha affermato il presidente di Travail.Suisse, Hugo Fasel. I dettaglianti si oppongono alla riforma, ha precisato Fasel. I consumi non aumenteranno: il giro d'affari calerà infatti nei negozi dei centri-città.

Nel caso in cui il congedo domenicale dovesse essere annullato, ciò avrebbe conseguenze pesanti non solo per la vita famigliare, ma soprattutto a livello sociale, ha affermato Paul Rechsteiner.

Il personale addetto alla vendita «già mal pagato a causa dell'assenza di un contratto collettivo di lavoro decente», farà le spese di questa liberalizzazione. «Ha diritto al riposo e non solo al burn-out», ha fatto eco il presidente di Travail.Suisse.

Anche i dipendenti degli ospedali e dei trasporti pubblici, costretti a svolgere la loro attività la domenica, hanno tutti i vantaggi a che questo giorno resti di riposo: se tutti i giorni diventassero lavorativi, perderebbero infatti il diritto a indennità per orari irregolari, ha spiegato Paul Rechsteiner. Non è un caso che le FFS rimettano in causa questi tipi di indennità per i ferrovieri, ha aggiunto. Il Comitato dei salariati “No all’estensione del lavoro domenicale” conta di investire 600.000 franchi nella campagna. La somma si giustifica per contrastare il potere di persuasione dei sostenitori della riforma del diritto del lavoro e per contrastare l'azione delle FFS, che fanno pubblicità per la revisione nelle stazioni.

Indietro