Giù le mani dall'età di pensionamento a 62 anni!

02.06.2006

3a seduta del comitato centrale garaNto a Berna

Giù le mani dall’età di pensionamento a 62 anni!


Alla vigilia dell’imminente dibattito al Consiglio nazionale garaNto e le altre associazioni della CNPC faranno tutto il possibile per impedire lo smantellamento sociale nella riforma di PUBLICA. Oltre alla creazione di una cassa dei pensionati e un maggiore impegno finanziario della Confederazione a favore della generazione di transizione è assolutamente indispensabile mantenere il pensionamento flessibile da 62 anni con rendita completa dopo 40 anni di contributi. Nella peggiore delle ipotesi il referendum è inevitabile. A questa conclusione è giunto il comitato centrale (CC) di garaNto che si è riunito a Berna l’11 e il 12 maggio sotto la direzione del suo presidente Rolf Uster. Nell’ambito della CNPC garaNto chiede inoltre come adeguamento salariale minimo nel 2007 la normale compensazione del rincaro, la continuazione del versamento dell’indennità unica dell’1,9% e un aumento reale dei salari del 3% scaglionato dal 2007 al 2009.
 
Andrea Arcidiacono/Giordano Schera
 
Un adeguato aumento reale dei salari è necessario per garantire il potere d’acquisto del personale federale e rafforzare nel contempo la competitività della Confederazione sul mercato del lavoro. Una cassa pensione attrattiva, finanziariamente sopportabile per gli assicurati attivi e i pensionati, è un elemento portante della politica del personale. Con la decisione di fine aprile 2006 la maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha purtroppo confermato non solo la politica di smantellamento sociale del Consiglio federale nella revisione totale di PUBLICA, ma ha rafforzato tale tendenza con la bocciatura della cassa chiusa dei pensionati. Contro questa politica di smantellamento provocatoria la Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC) ha immediatamente protestato con un comunicato stampa.
 
62 anni: la cifra magica!
Nella sua terza seduta il CC ha analizzato a fondo questa decisione e ha deciso misure immediate per fare tutto il possibile affinché il Consiglio nazionale cambi opinione. Prima del dibattito alla Camera del popolo previsto l’8 giugno prossimo, che coincide con l’apertura del nostro congresso, garaNto organizzerà il 6 giugno 2006 un’azione di sensibilizzazione con distribuzione di volantini abbinata ad una conferenza stampa sotto la responsabilità dell’USS. Si tratta di spiegare ancora una volta in modo inequivocabile le conseguenze insopportabili della riforma di PUBLICA sia sui dipendenti federali che sulla qualità dei servizi pubblici e nel contempo sostenere le nostre richieste con esempi concreti. Il mantenimento del pensionamento flessibile e sociale da 62 anni con una rendita completa dopo 40 anni di contributi rappresenta l’elemento centrale della nostra lotta per una politica del personale moderna. La proposta di aumentare a 65 anni l’età di pensionamento è un passo indietro in campo sociale ed è in stridente contrasto con la crescita dei pensionamenti anticipati come conseguenza dei programmi di risparmio e della politica di smantellamento del personale di Consiglio federale e Parlamento.
Al termine di un’intensa discussione i membri del CC sono dell’avviso unanime che in questa fase è assolutamente necessario accrescere la pressione sul parlamento e di mantenere quindi la minaccia di referendum contro questa riforma antisociale. “La credibilità nei confronti dei nostri membri e il ruolo guida della Confederazione nella previdenza per la vecchiaia sono in discussione”, hanno sottolineato Rolf Uster e Giordano Schera. Uno smantellamento sociale massiccio di PUBLICA potrebbe non solo spingere molti dipendenti a voltare le spalle alla Confederazione, ma potrebbe indurre le altre casse pensioni a ridurre in modo notevole il livello delle prestazioni ed aumentare ancora di più l’età di pensionamento.
 
Su con i salari dopo 15 anni di stagnazione
Nell’anno della ripresa congiunturale – la maggior parte degli istituti di ricerca economica prevedono nel 2006 una crescita del Prodotto interno lordo superiore al 2% - la Confederazione dispone finalmente del necessario spazio di manovra finanziario per associare debitamente il personale federale alla ripresa. “Il personale federale aspetta dal 1991 un aumento reale dei salari. Nell’anno della campagna USS per un aumento dei salari e una maggiore parità chiediamo che la Confederazione dia il buon esempio con aumenti adeguati e una maggiore flessibilità nella politica salariale. Non è possibile che ci siano ancora delle riserve di credito per il personale e nessuno sappia come utilizzarle,”  ha sottolineato Giordano Schera durante la presentazione al CC dei principali elementi della richiesta per le misure salariali 2007 che le associazioni del personale della CNPC hanno presentato il 4 maggio scorso al ministro responsabile delle finanze Hans-Rudolf Merz in occasione del primo colloquio negoziale (vedi riquadro).  
 
3o congresso ordinario: è iniziato il conto alla rovescia
Tutto è pronto per poter svolgere con successo il 3o congresso ordinario di garaNto ed accogliere calorosamente a Thun i 46 delegati e i numerosi ospiti. I delegati del congresso avranno l’opportunità di prendere importanti decisioni per il futuro orientamento del nostro sindacato ed eleggere anche il nuovo comitato centrale per i prossimi 2 anni. In questo numero del giornale i candidati si presentano brevemente. Durante la tavola rotonda di giovedì pomeriggio i rappresentanti della direzione generale delle dogane affronteranno direttamente le domande dei delegati. I temi controversi e scottanti non mancano di certo.
 
Non vogliamo soldati di milizia a buon mercato alla frontiera! 
Il CC si è pronunciato in modo massiccio contro il progetto „Soldati in ferma prolungata al Corpo guardie di confine (Cgcf) “. La proposta d’impiego di soldati di milizia alla frontiera rappresenta un rischio notevole per la sicurezza, la cui responsabilità non può essere assunta dal Cgcf. Risparmiare sulla sicurezza è risparmiare al posto sbagliato. La popolazione e lo Stato hanno diritto a guardie di confine altamente motivate e formate in modo professionale. L’impiego di soldati in ferma prolungata alla frontiera farebbe correre rischi eccessivi alla popolazione, poiché la loro formazione è insufficiente per rispondere ai compiti affidati. La formazione di una guardia di confine dura 5 anni, dei quali 1 anno intero è dedicato alla formazione di base. I soldati in ferma prolungata sono invece soldati di milizia che svolgono l’intero servizio militare in modo continuato durante un periodo di 10 mesi. “La disparità di remunerazione provocherebbe non solo una discriminazione, ma aumenterebbe anche il rischio di corruttibilità dei soldati in ferma prolungata, poiché quest’ultimi guadagnerebbero molto meno rispetto alle guardie di confine”, ha messo in evidenza il vice-presidente David Leclerc.
Il progetto è stato accolto con molto scetticismo anche dal capo del comando centrale delle guardie di confine Jürg Noth: “I professionisti non possono essere sostituiti in nessun caso da soldati di milizia giovani ed ancora inesperti,” ha dichiarato nell’edizione del 23 aprile scorso della “NZZ am Sonntag”. Il progetto solleva domande e ancora domande. Esso mette in oltre a repentaglio la reputazione internazionale della Svizzera e non tiene conto della sensibilità della popolazione nei confronti dei soldati di milizia in uniforme militare alla frontiera: “Alla vigilia dell’adesione della Svizzera a Schengen il Consiglio federale ha chiaramente definito quale tipo di organizzazione interna garantire al meglio la sicurezza: la collaborazione fra il corpo di polizia cantonale e le guardie di confine, vale a dire il mantenimento dell’attuale statu quo senza esitazioni di sorta,” ha aggiunto Giordano Schera. Per questi motivi il CC respinge il progetto “Soldati in ferma prolungata al Cgcf”. Ai responsabili del comando centrale delle guardie di confine sarà inviata a tempo debito una presa di posizione in tal senso.
 
innova e prima seduta del gruppo di lavoro “revisori”
Nell’ambito delle guardie di confine David Leclerc e Robert Küng hanno fatto il punto sullo stato attuale della trasposizione di innova con riferimento particolare alle disposizioni sul tempo di lavoro e sulla consultazione in corso riguardante il progetto formazione dei quadri al Cgcf. Nella verifica dei compiti affidati ai revisori garaNto chiede il mantenimento dei diritti acquisiti e un’analisi globale completata da visite sul posto di lavoro. garaNto è rappresentato nel gruppo di lavoro dal presidente Rolf Uster e dal vice-presidente Ernst Wüthrich. Il CC ha consultato le sezioni con un’indagine sui compiti attuali e futuri dei revisori. Ad eccezione della Svizzera centrale tutte le altre sezioni hanno risposto al questionario. I risultati permetteranno di fornire preziosi argomenti al mantenimento della 15esima classe di stipendio per i revisori nel gruppo di lavoro “Compiti e classificazione dei revisori” che ha tenuto la sua prima riunione il 22 maggio scorso.
 
La prossima seduta del comitato centrale è in programma il 7 giugno 2006 a Thun.

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