Giù le mani dalla protezione contro il licenziamento e no alla ridistribuzione salariale dal basso verso l’alto!

09.02.2007

Prima seduta 2007 del comitato centrale di garaNto
 
Giù le mani dalla protezione contro il licenziamento e no alla ridistribuzione salariale dal basso verso l’alto!

 
 
Il comitato centrale di garaNto si è riunito in seduta ordinaria sotto la direzione del suo presidente Rolf Uster il 25/26 gennaio a Berna per discutere nuovamente di politica federale. Sul tavolo in particolare due progetti della riforma amministrativa attualmente in corso: la revisione della legge sul personale federale (LPers) e la controversa introduzione del nuovo sistema salariale a fasce. Il comitato centrale ha così definito le sue priorità per il 2007.
 
Oscar Zbinden/Giordano Schera
 
Il 29 novembre 2006 il Consiglio federale ha rinunciato all’idea di sopprimere la LPers e di sostituirla con il Codice delle obbligazioni (CO) nell’ambito della riforma amministrativa. Apparentemente ha capito che la realizzazione della variante CO non è praticabile per motivi di tempo e di politica in materia di personale. Ciononostante, l’assottigliamento dei diritti del personale e della sicurezza occupazionale continuano a figurare tra i suoi obiettivi anche nell’ambito della prevista revisione parziale della LPers. garaNto comunque non ci sta.
 
Peggioramenti consistenti
Secondo Giordano Schera, segretario centrale, anche la prevista revisione parziale della LPers comporta consistenti peggioramenti, a cominciare dall’intenzione di ridefinire la protezione contro il licenziamento in analogia alle disposizioni del CO - in altre parole, la si vuole sopprimere. Basti ricordare che la LPers indica a titolo esaustivo i motivi che possono avvalorare il licenziamento, mentre il CO è molto meno rigido e lascia più spazio alla discrezionalità del singolo.
Il Consiglio federale intende ridurre massicciamente anche i termini di disdetta, sebbene siano già stati nettamente ridimensionati rispetto alla vecchia legge sull’ordinamento dei funzionari, e propone: un mese nel primo anno di lavoro, 2 mesi dal secondo al nono anno, 3 mesi dal decimo anno di lavoro in avanti. Il comitato centrale giudica questi attacchi alla sicurezza occupazionale irresponsabili, controproducenti e, di riflesso, economicamente inefficaci.
Come se non bastasse, si vorrebbe sopprimere completamente la possibilità di riprendere il proprio lavoro nel caso la disdetta fosse ritenuta nulla. Ciò significa che non si potrebbe più ovviare nemmeno a un licenziamento ingiustificato. Come avviene nell’economia privata, una persona licenziata ingiustificatamente riceve un indennizzo e nulla più. Gli importi versati sono di solito irrisori rispetto alle perdite di guadagno che i diretti interessati devono sopportare quasi da subito. Giordano Schera commenta: «Per dirla in parole povere, chi viene sbattuto fuori – poco importa per quale motivo – rimane fuori per sempre!» E questo rischia ora di capitare anche ai dipendenti della Confederazione.
Il Consiglio federale intende inoltre semplificare le procedure per le controversie concernenti il rapporto di lavoro: la decisione e il ricorso attuali – secondo gli art. 34 e ss della LPers - verrebbero sostituiti da una decisione scritta e dall’azione giudiziaria, mentre verrebbe soppressa l’attuale istanza di ricorso interna. Questa eventualità cela gravi insidie nella misura in cui il Consiglio federale intende conferire maggiore autonomia sul fronte della politica del personale alla Confederazione quale datore di lavoro, che in questo modo avrebbe di fatto carta bianca in vista di tagli degli effettivi.
 
Sistema salariale a fasce
Come già più volte ribadito anche dalle pagine del nostro giornale, garaNto contesta determinati aspetti del nuovo sistema salariale a fasce così come presentato. Nel nuovo sistema non si passerà più automaticamente alla classe superiore e non ci sarà più uno stipendio massimo garantito. Per contro, il salario verrà adeguato all’interno della rispettiva fascia in base alle esigenze specifiche di ogni funzione, al miglioramento delle competenze e alle prestazioni. Inoltre, una componente variabile – leggasi discrezionale – per esigenze e prestazioni straordinarie, temporanee o più elevate sostituirà gli attuali premi per prestazioni e di riconoscimento, le indennità di funzione e quelle in funzione del mercato del lavoro come pure la classe supplementare. L’ammontare di questa componente per le singole fasce non è ancora stato precisato. Secondo Schera, è comunque chiaro che garaNto non lascerà i suoi membri in balia delle bizze politiche dei rapporti di maggioranza in Consiglio federale e in Parlamento.
 
Le nostre rivendicazioni
Il comitato centrale di garaNto si oppone – come in altre occasioni – allo sfruttamento del personale federale, invitando piuttosto a dar prova di maggiore giustizia sociale e sicurezza per il personale federale che da sempre assicura la funzionalità e il buon andamento del nostro Stato. Per questi motivi garaNto rivendica:
- nessun allentamento della protezione contro il licenziamento nell’ambito
  della revisione parziale LPers
- una massa salariale complessivamente maggiore ma nessuna
  ridistribuzione della stessa dal basso verso l’alto
- un aumento reale degli stipendi del 3% entro il 2009.
 
Prendendo Merz alla lettera, garaNto rivendica nell’ambito dei negoziati in atto un diritto di partecipazione effettivo, come era stato assicurato il 30 novembre 2006 alla Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC). Il 30 gennaio si è svolta una prima tornata di colloqui con il capo del DFF. Giordano Schera: «Adesso abbiamo chiaramente esposto anche a lui le nostre aspettative e non molliamo la presa.» È tuttavia certo che senza la determinazione e il pieno appoggio dei sindacati e dei nostri membri otterremo ben poco se non addirittura nulla. Dobbiamo prepararci a una lunga lotta ed essere disposti a condurla davanti all’opinione pubblica. Le prime azioni concrete sono già in fase di pianificazione: informeremo i nostri membri a tempo debito per la via abituale, tra cui anche il nostro sito internet.
 
Riforma di Publica dopo la rinuncia al referendum
Dopo che la CNPC ha rinunciato al referendum contro la revisione di Publica (v. giornale garaNto n. 1 del 18 gennaio 2007) il personale federale deve cercare di salvare il salvabile, che secondo il comitato centrale di garaNto si traduce nelle rivendicazioni seguenti:
- la Confederazione deve partecipare almeno nella misura del 50% al
  finanziamento delle rendite transitorie
- lo sgravio dei contributi per gli assicurati tra i 45 e i 54 anni deve quantifi-
  carsi nel 2% sull’arco di 10 anni (decisione del Parlamento nel dicembre
  2006: 1– 2 percento durante 5–10 anni)
- il pensionamento anticipato per i membri del Corpo delle guardie di confine
  può essere posticipato progressivamente al massimo di 2 anni, da 58 a 60
  anni, con un termine transitorio di 10 anni (proposta Confederazione:
  61 anni!)

I negoziati sulla riforma di Publica sono previsti a partire dalla prima settimana di aprile.

Il comitato centrale si è inoltre occupato dei temi seguenti (elenco non esaustivo):
- Nuovo volantino pubblicitario di garaNto: l’opuscolo assolutamente innova-
  tivo e pensato prevalentemente per conquistare i giovani potenziali membri
  sarà disponibile in primavera
- Corsi di formazione 2007
- Difficoltà di reclutamento della dogana in generale – una conseguenza del-
  la smania di risparmio e dell’insicurezza che regnano alla Confederazione
- Innova: conclusione della fase progettuale, inizio della fase esecutiva
 
Sono stati infine approvati gli obiettivi per il 2007. La prossima seduta del comitato centrale è prevista il 1°/2 marzo a Berna.
 
((BILDLEGENDE:)) Uno sguardo sui lavori del comitato centrale durante la prima seduta del 2007.

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