I sindacati organizzano l'opposizione

19.04.2007
Risoluzione: Basta alla politica federale ostile al personale!

 

Con l'assemblea di mobilitazione indetta per il 27 marzo 2007 dai sindacati garaNto, APC e vpod a Berna si vuole sottolineare una volta di più che da oltre 15 anni il personale è esposto a una logorante pressione. Una rigida politica fatta di regali fiscali da un canto e di severi risparmi dall'altro ha progressivamente minato le condizioni di lavoro - un tempo esemplari - offerte dall'Amministrazione federale.

 

La garanzia della compensazione del rincaro è sparita, ampliando il divario tra salari reali corrisposti dall'ente pubblico e quelli dell'economia privata. Diversi programmi di risparmio corrodono le prestazioni sociali e spazzano via circa 5'000 posti di lavoro entro il 2011. I programmi di riorganizzazione si susseguono a ritmo serrato. Pressione sul lavoro, insicurezza e addirittura rassegnazione non possono quindi che aumentare. Una delle conseguenze è che alla Confederazione vengono sempre più a mancare le migliori collaboratrici ed i migliori collaboratori. La leggendaria qualità delle prestazioni offerte dalla Confederazione è in pericolo.

 

La politica di smantellamento perseguita da Consiglio federale e Parlamento a scapito del personale culmina poco gloriosamente nella riforma di Publica. Smentendo tutte le promesse, la politica risana la cassa pensioni essenzialmente a spese degli assicurati attivi. Il risultato si traduce in un aumento dell'età di pensionamento con prestazioni più basse ma contributi sensibilmente più elevati. Adesso vanno pertanto soddisfatte due rivendicazioni:

 

  • una rendita AVS transitoria finanziata socialmente e una quota ridotta del 2 percento per 10 anni sui contributi versati dagli ultraquarantacinquenni. 

Il personale federale ne ha abbastanza. I convenuti chiedono di porre fine a questa politica ostile e di bloccare gli ultimi piani di smantellamento previsti dal Consiglio federale:

  • invece di una protezione contro il licenziamento sancita per legge, vuole incertezza secondo il principio Hire and Fire
  • invece di un'evoluzione affidabile degli stipendi, nuovi salari al merito influenzati dai capi e privilegi per i quadri.

Una provocazione inaccettabile: dopo soli cinque anni dall'entrata in vigore non c'è ragione di stralciare le sicurezze per i dipendenti federali ancorate dal popolo nella legge sul personale federale. I motivi di licenziamento previsti dalla legge sono validi e sufficienti. Bisogna mantenere la protezione contro l'arbitrarietà politica. Basta con questa riorganizzazione senza fine. Pertanto:

 

  • giù le mani dalla protezione contro il licenziamento prevista dal diritto in materia di personale federale!

L'assemblea incarica i vertici sindacali di difendere incondizionatamente la protezione contro il licenziamento nei negoziati con il Consiglio federale. Non vanno ammessi licenziamenti senza colpa e non si può permettere il prolificare di nuovi motivi di licenziamento. L'arbitrarietà politica senza sicurezza dell'occupazione mette in discussione l'affidabilità dell'amministrazione pubblica. La qualità ha bisogno di riconoscimento e il riconoscimento ha bisogno di salari equi. Pertanto:

 

  • stipendi equi invece di ridistribuzione salariale dal basso verso l'alto!

 

L'evoluzione degli stipendi dipende già attualmente dalla valutazione del personale. Il salario al merito a fasce influenzato dal superiore non deve assurgere a principio assoluto. Gli stipendi devono aumentare di nuovo per tutti. Ciò significa più massa salariale, ma di sicuro non l'instaurazione di un sistema a bonus tra conniventi. I salari al merito danneggiano il lavoro di gruppo sovente importante nell'interesse della qualità. Invece di fare esperimenti con le fasce salariali, il Consiglio federale dovrebbe finalmente tappare i buchi sul fronte dei salari reali. Sempre più gente abbandona la Confederazione. Pertanto:

 

  • aumenti del 3% dello stipendio reale entro il 2009!

 

Per dare più forza alle rivendicazioni, le associazioni sono invitate a informare i soci sui negoziati e, se necessario, a organizzare azioni fiancheggiatrici di protesta.

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