Il capo del Cgcf impone le proprie priorità

20.08.2009

Classificazioni più alte per il Cgcf

L'11 giugno 2009 il Direttore generale delle dogane Dietrich ha pubblicato un bollettino informativo nel quale comunicava che gli ufficiali del Cgcf sono classificati in classi più alte e che la 14a classe è ora accessibile selettivamente anche alle guardie. Queste notizie sono di per sé positive, ma la procedura con cui sono state decise è inaccettabile.

André Eicher, segretario centrale di garaNto

A partire dal 1° luglio 2009 i comandanti e gli ufficiali delle regioni e dei comandi gcf sono classificati in classi più alte, con un aumento di stipendio di una classe. Inoltre, le guardie di confine potranno accedere alla 14a classe a determinate condizioni, segnatamente se svolgono servizio di rinforzo in altre regioni linguistiche, all'estero o con la formazione speciale del Cgcf. Diversamente dagli ufficiali, non vengono promossi automaticamente ma sulla base di criteri severi.

Troppi rimangono a bocca asciutta

L'apertura della 14a classe va accolta positivamente visto in particolare che schiude nuove prospettive a una parte delle guardie. Tuttavia, l'approccio scelto non è sufficientemente incisivo. Non tiene conto delle competenze specifiche del resto del Corpo, ad esempio nel servizio d'ordine, nel campo delle guide alpine o della cinofilia - solo per citare gli ambiti più importanti. Il dialogo lanciato nel 2008 in seno a gruppi di lavoro interni è stato interrotto a favore della soluzione infine scelta.

Benché costituisca la colonna portante del Cgcf, la maggior parte delle guardie di confine ne esce a mani vuote: capiposto, capigruppo, capi intervento e tutti gli altri. Eppure sono loro la base del successo del Cgcf - giorno dopo giorno.

Questa scelta lascia intendere chiaramente quali siano le priorità per il futuro del comandante del Cgcf Jürg Noth: i quadri superiori, meglio se reclutati dalla polizia, la formazione speciale e gli interventi all'estero. Non deve sorprendere che la 14a classe sia accessibile anche ai collaboratori in rinforzo soprattutto nella regione di Ginevra. È infatti proprio in questa regione che il capo del Cgcf è esposto a una pressione enorme. Da un canto porta la responsabilità per la situazione insostenibile venutasi a creare sul fronte del personale. Dall'altro è ormai palese che sono sempre meno le guardie disposte a prestare volontariamente servizio di rinforzo in questa regione. Senza dimenticare la decisione incomprensibile adottata dalla Direzione generale delle dogane di ridurre massicciamente le indennità per i corsi di francese seguiti a Ginevra.

Investire a lungo termine

Occorre infine rilevare che la nuova prassi non rispetta la mozione Hans Fehr (08.3510) approvata dal Consiglio nazionale e volta a aumentare gli effettivi del Cgcf e a migliorare la situazione degli agenti. La mozione chiede infatti "stipendi concorrenziali soprattutto per le giovani guardie".

Le misure adottate confermano una volta di più che alla Confederazione, in particolare al Cgcf, i soldi per i quadri superiori non mancano mai, mentre per i quadri inferiori o per la maggior parte dei collaboratori sia della carriera civile che di quella uniformata (capiposto gcf o capiservizio dogana) i rubinetti sono sempre chiusi.

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