Il Consiglio federale conferma: nessun aumento salariale

A metà novembre si svolgono tradizionalmente i negoziati salariali tra i partner sociali della Confederazione e la capa del Dipartimento federale delle finanze.

Il 12 novembre 2015 non c’è stato tuttavia nulla da negoziare dato che già dalle decisioni sui risparmi adottate il 12 agosto dal Consiglio federale era chiaro che non ci sarebbe stato alcun aumento.

Per me era il primo e l’ultimo incontro con la ministra dimissionaria. I lavori sono iniziati con una discussione di carattere generale durante la quale tutti i presenti hanno ringraziato Widmer-Schlumpf per la collaborazione più o meno buona. Tra di essi anche Christof Jakob (SSP/VPOD) che si è espresso a nome della Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC) e che non ha risparmiato le critiche per i peggioramenti delle condizioni di impiego decisi senza consultare le associazioni del personale e violando così gravemente il partenariato sociale. Dal canto suo, la ministra ha preso atto delle azioni di protesta indette il 4 novembre e delle nostre manifestazioni contro la chiusura degli uffici doganali di Zurigo e San Gallo e della consegna della petizione.

Il CF ha deciso di non concedere aumenti

La consigliera federale ha accettato il rimprovero di non aver condotto negoziati ma ha fatto valere che negli scorsi anni è stata versata una compensazione generosa nonostante il rincaro negativo. La decisione di non concedere adeguamenti è stata comunicata subito dopo la seduta a tutti i dipendenti con una lettera nella quale si afferma che i partner sociali non hanno avanzato richieste. I partner vi hanno effettivamente rinunciato a seguito della decisione di agosto di non concedere aumenti.

Piano sociale sospeso

Widmer-Schlumpf non condivide il piano sociale attuale. Sostiene che sia applicabile più per singoli casi che per situazioni generali mentre, secondo lei, dovrebbe valere sempre a titolo generale e non per singoli casi che andrebbero disciplinati a livello di ordinanza. Il segretario centrale André Eicher, che ha partecipato al gruppo di lavoro per la stesura del nuovo piano sociale, non condivide questa posizione e ha deplorato aspramente il passaggio dell’incarto al prossimo capodipartimento. Il suo disappunto è stato condiviso dalla maggior parte delle associazioni presenti. È stato tuttavia possibile strappare la promessa che il vecchio piano rimarrà in vigore fino all’entrata in vigore di quello nuovo.

Nessuna dichiarazione d’intenti congiunta

Ogni quattro anni il Consiglio federale firma con i partner sociali una dichiarazione d’intenti sui principi che reggeranno la politica del personale per il quadriennio successivo. Il documento per gli anni 2016-2019, frutto di negoziati con i diversi rappresentanti del personale, era pronto per la firma ma Widmer-Schlumpf non ha voluto sottoscriverlo adducendo di essere dimissionaria e di preferire che se ne occupi il suo successore.

 

Programma di stabilizzazione

Il programma di risparmio è stato ampiamente discusso in Consiglio federale. Widmer-Schlumpf ha assicurato che andrà in consultazione a fine novembre. Garanto lo analizzerà con occhio particolarmente critico e presenterà una risposta congiunta con la CNPC.

Sebbene Widmer-Schlumpf lasci la carica a fine anno, non possiamo e non vogliamo accettare il fatto che assuma da subito un atteggiamento di rinuncia e rifiuti di firmare e porre in vigore documenti fondamentali negoziati di comune accordo. Riteniamo che la scelta di non voler mettere davanti al fatto compiuto il suo successore alla testa del DFF sia semplicemente una scusa: il partenariato sociale a livello federale rimane tale anche per i prossimi quattro anni.

Heidi Rebsamen, segretaria centrale

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