Il freno all’indebitamento della Confederazione grava sulla popolazione

Il freno all’indebitamento della Confederazione è come un’auto d’occasione in cattivo stato: il venditore, ossia il Dipartimento federale delle finanze, ne tesse le massime lodi ma poi l’acquirente che la deve usare tutti i giorni scopre che non funziona.

L’obiettivo del freno all’indebitamento è di evitare che a lungo termine la Confederazione spenda più di quanto incassi. Un obiettivo che molti cittadini e cittadine considerano logico ma che per gli economisti va in linea di massima troppo oltre. Secondo questi ultimi si può infatti vivere benissimo con un nuovo indebitamento pari più o meno alla crescita del prodotto interno lordo.

In realtà la Confederazione ha addirittura risparmiato molto di più di quanto previsto dal freno all’indebitamento. Se si considera il valore patrimoniale dello Stato sotto forma di immobili o di partecipazioni aziendali, da tempo la Svizzera non ha più debiti. Secondo gli standard internazionali, la Confederazione da sola vanta un patrimonio netto di oltre 30 miliardi di franchi. Ciò significa che si potrebbero ad esempio ridurre i premi di cassa malati del 20 per cento per i prossimi 5 anni oppure colmare importanti lacune nell’infrastruttura dei trasporti pubblici.

Il Consiglio federale non ha mai applicato correttamente il freno all’indebitamento che continua a prelevare denaro dal ciclo economico. Poiché allestisce il preventivo con prudenza, l’Amministrazione spende meno di quanto preventivato. Ogni anno circa 1,5 miliardi di franchi finiscono quindi nella Cassa federale – a spese della popolazione. A ciò si aggiungono le previsioni pessimistiche sulle entrate formulate dal Dipartimento delle finanze. Nella maggior parte degli anni le entrate sono state superiori al previsto. Un altro problema è costituito dai metodi con i quali la Confederazione cerca di stimare le oscillazioni congiunturali.

In buona sostanza, l’errore negli ultimi dieci anni ha permesso di racimolare la bellezza di 26 miliardi di franchi sul conto di compensazione, sul quale vengono accreditate le differenze rispetto al principio «uscite = entrate corrette in funzione della congiuntura». Nel frattempo siamo a oltre un terzo del totale delle entrate federali!

Il Consiglio federale ha incaricato Ueli Maurer e i suoi collaboratori del DFF di eliminare gli errori del freno all’indebitamento. Invece di rimboccarsi le maniche, Maurer e i suoi hanno istituito un «gruppo di esperti», di cui fa parte anche l’ex uomo di Economiesuisse Christoph A. Schaltegger, e lo ha incaricato di minimizzare i problemi. Il Consiglio federale si è lasciato incantare al punto di rinviare la revisione del freno all’indebitamento.

Il problema non è però risolto. Non è ammissibile che la Confederazione si riempia le tasche a scapito della popolazione. Molti cittadini non riescono più a far fronte agli aumenti dei premi di cassa malati. Hanno bisogno di un alleggerimento attraverso magari maggiori riduzioni dei premi. Servono inoltre maggiori investimenti nelle infrastrutture e nelle scuole.

Daniel Lampart, capo economista USS (sett. 2017)

Conto di compensazione del freno all’indebitamento della Confederazione (in milioni CHF)

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