Il freno all’indebitamento non funziona

Basta ai paletti troppo stretti!

Il pacchetto di risparmio deciso dalla Confederazione prevede tagli alle spese anche per le riduzioni dei premi di cassa malati, la formazione, la cooperazione allo sviluppo, il personale ecc.

Per chi percepisce uno stipendio medio, le conseguenze non potranno che essere negative. Da un’analisi condotta sulle condizioni quadro della politica finanziaria emerge chiaramente che il pacchetto di risparmio in questa forma non è affatto necessario. Gli argomenti addotti dal Dipartimento federale delle finanze sono contraddittori. 

Paletti troppo stretti

Con il cosiddetto freno all’indebitamento la Confederazione ha posto in linea di massima dei paletti già troppo stretti in materia di politica finanziaria. Il freno all’indebitamento ammette tuttavia i deficit congiunturali. La Confederazione parte dal presupposto che le entrate federali evolvano di pari passi con il prodotto interno lordo (PIL). Si parla di recessione quando il trend seguito dal PIL e dalle entrate federali si protrae a lungo termine. La Confederazione può presentare un deficit nella misura in cui il PIL è sotto il trend.

Il corso del franco è più importante del PIL

Il problema a livello di attuazione sta nel fatto che le entrate federali non evolvono esattamente come il PIL: da un canto sono esposte a oscillazioni maggiori, dall’altro ci sono in gioco altri fattori. Nel piano finanziario il Consiglio federale scrive che la sopravvalutazione del franco incide maggiormente sulle entrate federali che non sul PIL, ad esempio perché molte aziende dichiarano in Svizzera utili conseguiti all’estero. Un dato di fatto che può essere facilmente documentato dalle statistiche. Il corso del franco ha un forte influsso sul bilancio della Confederazione.

Un pacchetto di risparmio inutile

È quindi evidente che il freno all’indebitamento nella forma attuale non è efficace tanto più che, come il PIL è esposto alle oscillazioni congiunturali, le valute estere sono soggette a forti oscillazioni che incidono sul bilancio federale. L’USS propone un freno all’indebitamento che tiene conto delle oscillazioni dei cambi. Questo progetto, molto più vicino alla realtà, rende inutile il pacchetto di risparmio.

24 miliardi sul conto di compensazione

Il freno all’indebitamento dovrebbe essere rivisto con urgenza. La forma attuale non funziona visto che la situazione finanziaria della Confederazione è in generale caratterizzata da grande incertezza. Una tendenza che si è rafforzata negli ultimi anni. In particolare la forza del franco, l’evoluzione congiunturale, il rincaro e la situazione sul fronte dei tassi di interesse sono stati esposti a lungo a oscillazioni forti e difficilmente prevedibili. Negli ultimi anni il risultato del conto finanziario ha quasi sempre superato il bilancio. Sul conto di compensazione sul quale vengono conteggiate queste differenze sono oggi depositati oltre 24 miliardi di franchi.

Daniel Lampart, capo economista dell’USS (agosto 2016)

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