Il servizio pubblico non può essere calpestato

16.08.2014

Dal febbraio 2012 la Svizzera partecipa attivamente ai negoziati condotti in tutta discrezione sul Trade in Services Agreement (TiSA), l’accordo riguardante il commercio di servizi, che mira ad aprire alla concorrenza questo mercato.

 

L’USS ha deciso di sostenere la petizione «Stop TiSA!», lanciata tra l’altro dal sindacato SSP/VPOD, poiché nonostante le rassicurazioni della SECO, secondo cui il servizio pubblico svizzero verrà escluso dalle nuove normative, la prudenza è d’obbligo.  

 

TiSA nasconde grandi pericoli per il servizio pubblico: con questo accordo lo Stato potrebbe essere obbligato a garantire la «neutralità economica» nei confronti di operatori pubblici e non solo. Tutti i settori in cui sono attivi operatori pubblici e privati devono essere assoggettati alle regole della «concorrenza libera e non distorta». Concretamente ciò significa che i governi dovranno sovvenzionare gli operatori pubblici e quelli privati nella stessa misura. I contribuenti sarebbero ad esempio obbligati a cofinanziare gli utili delle cliniche e delle scuole private. Il rischio di privatizzazioni, esternalizzazioni e deregolamentazioni è concreto.

 

Perdita di autonomia

Il conto per i consumatori e i lavoratori potrebbe risultare decisamente salato – con condizioni di lavoro peggiori e prestazioni più costose. Questi accordi prevedono anche misure per l’appianamento delle divergenze che potrebbero limitare sensibilmente l’autonomia degli Stati e, di riflesso, della popolazione. Potrebbero essere attivati tribunali speciali, che operano al di fuori del diritto degli Stati firmatari.

 

Sebbene nel confronto internazionale la SECO informi con una certa trasparenza sulle proprie intenzioni e assicuri che la Svizzera non intende assoggettare all’accordo i settori in cui il mercato è vincolato da limiti legali (ad esempio approvvigionamento energetico, educazione pubblica, sanità, trasporti pubblici o le poste), una certa prudenza è d’obbligo. I negoziati sul TiSA vengono condotti a porte chiuse ed escludono l’opinione pubblica. Non ci sono garanzie che la Svizzera non farà concessioni in merito al servizio pubblico. La questione dei meccanismi per l’appianamento delle divergenze è aperta a qualsiasi soluzione.

 

Per questi motivi, l’USS sostiene la petizione «Stop TiSA!» e dà un segnale forte affinché il servizio pubblico svizzero non venga sottoposto a un accordo di questo genere.

 

José Corpataux, segretario centrale USS (17.07.2014)


La petizione può essere firmata anche online, tramite il sito dell’USS www.sgb.ch (TiSA).


 

Indietro

 


Chi ha paura della valutazione del personale? Scheda informativa di Garanto

più

Greisenkorps GWK: Ausrüstung / Corps de vieillards: équipement / Corpo di anziani: equipaggiamento

Zukunft-GWK_Cgfr-futur_Futuro-Cgcf_GWK-Rollatoren.jpg