In memoria di André Daguet (1947-2015)

18.06.2015

André Daguet se n’è andato nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio 2015, come se avesse dato un ultimo ordine alla regia.

Cofondatore nel 1980 e segretario centrale fino al 1986 di Amnesty International Svizzera, segretario generale del PS per un decennio e braccio destro del presidente di allora: André Daguet e Peter Bodenmann, un dreamteam. Uno un motore turbo, l’altro un trascinatore che sapeva dirigere abilmente la truppa… e a volte coglierla di sorpresa.

Cofondatore di Unia

Nel 1993, quando i borghesi affossarono l’elezione di Christiane Brunner in Consiglio federale, al termine di una settimana tribolata il dreamteam diede prova di estrema bravura e portò in governo Ruth Dreifuss. Nel 1996 Daguet passò al FLMO e nel 2005 all’Unia, il grande sindacato nato nel 2004, e vi rimase fino al pensionamento ordinario nel 2009 tra l’altro in veste di membro di direzione. Sempre nel ruolo di fedele scudiero, dapprima al fianco di Christiane Brunner e poi di Renzo Ambrosetti, André Daguet è uno dei padri di Unia e dei fautori della fusione tra SEI, FLMO e FCTA. È stato a lungo presidente del consiglio di amministrazione, responsabile operativo del giornale «work», uno dei progetti della fusione.

Primo presidente di Movendo

André Daguet è stato inoltre primo presidente di Movendo, l’istituto di formazione creato nel 2001 dai sindacati dell’USS, ed è rimasto in carica fino al pensionamento. Quale primo presidente e pioniere, dal 2001 al 2009, André Daguet si è impegnato anima e corpo nella crescita di Movendo, dedicandosi allo sviluppo della formazione sindacale e sostenendo in prima persona i collaboratori dell’istituto. Anche dopo le dimissioni da presidente, si è sempre interessato alla situazione di Movendo.

È sempre stato in prima fila anche come sindacalista: una fonte inesauribile di idee, determinato nella sua crescita ma sempre con i piedi ben piantati per terra e con un occhio di riguardo per i lavoratori. In questo senso ha vissuto anche il suo impegno in Consiglio nazionale dal 2003 al 2011, ossia fino all’infarto cardiaco che, come soleva affermare, aveva superato “solo grazie a una fortuna inspiegata e all’aiuto di un migliaio di angeli custodi”.

Sebbene i problemi di salute lo avessero costretto a scalare qualche marcia, lo avessero incatenato a un letto privandolo della parola, nelle ultime settimane ha ancora scritto il discorso del 1° Maggio affidandosi alla tastiera. Avrebbe voluto portare a termine il suo progetto editoriale sulla storia della sinistra in Svizzera ma quest’opera resterà incompiuta. A noi resta la certezza – e la consolazione – che André Daguet con il suo impegno è stato protagonista di alcuni capitoli di questa storia.

USS, E.A. / Movendo (maggio 2015)

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