Inganni e discredito

16.12.2010

Soppressione dei premi di prestazione nell’AFD

 

L’introduzione del salario al merito e dei premi di prestazione non ha mai raccolto i favori di garaNto, soprattutto perché temevamo sin dall’inizio che la Confederazione, quale datore di lavoro, avrebbe modificato la massa salariale a suo piacimento in funzione della situazione finanziaria. La realtà è ancora peggio: i premi di prestazione per il 2010 sono addirittura stati soppressi!

 

Nell’ambito della seconda aggiunta al preventivo 2010, su suggerimento di garaNto, la consigliera nazionale solettese Bea Heim (PS) ha presentato una proposta di minoranza nella quale chiede di aumentare da 9 a 12 milioni di franchi la retribuzione per il personale dell’AFD. Questo aumento assicurerebbe il credito necessario per i premi di prestazione. Bea Heim ha criticato aspramente il DFF, osservando che un dipartimento che rifiuta i premi di prestazione in via generale, si indebolisce, discredita il sistema di valutazione del personale e cambia le carte in tavola durante la partita.

La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha tuttavia invitato a respingere la proposta adducendo che la soppressione dei premi è il contributo dell’AFD al risparmio chiesto dal Parlamento. Inoltre, gli uffici che hanno applicato le misure come richiesto avrebbero difficoltà ad accettare un aumento del credito per l’AFD. La maggioranza del Consiglio nazionale ha accolto gli argomenti della ministra delle finanze e il 1° dicembre 2010 ha bocciato in votazione la proposta di minoranza con 78 voti contro 66.

Così il personale delle dogane e del Corpo delle guardie di confine viene ingannato e discreditato. Non tanto per le cattive prestazioni, quanto piuttosto per le misure di risparmio lineari insensate che l’AFD non poteva applicare senza licenziamenti. Se ciò non è avvenuto, è solo merito della stessa AFD che si è assunta la propria responsabilità sociopolitica.

All’AFD si rinfaccia di essere finita in difficoltà finanziarie per causa propria. Questa critica è in parte massiccia, ma chi la fa non esce allo scoperto. garaNto non entra quindi nel merito di queste accuse, ritenendo che solo la critica espressa pubblicamente può essere costruttiva.

In futuro potrebbe essere ancora più difficile convincere il personale delle dogane e del Corpo delle guardie di confine della necessità della valutazione del personale, da sempre contestata. Il Consiglio federale e il Parlamento, autori del disastro, devono ora andare incontro al personale: le paroline gentili non bastano.

André Eicher, segretario centrale

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