Mantenere il potere d’acquisto dei pensionati

26.10.2012

Primo congresso dei pensionati della CNPC

 

 

Oltre 150 «pantere grigie» si sono riunite il 21.09.2012 a Berna per il primo congresso dei pensionati della Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC). I lavori si sono focalizzati, oltre che sul futuro orientamento della politica sulle rendite, sulla compensazione del rincaro sulle rendite di Publica.

 

Attenti e impegnati come i pensionati di Publica si sono rivelati anche i relatori capitanati da Jürg Grunder (segretario APC): Maria Roth-Bernasconi, segretaria generale di APC; Doris Bianchi, sost. responsabile della segreteria USS; Michel Béguelin, presidente della commissione dei pensionati dell’USS (ex consigliere agli Stati VD); Thomas Schmutz, sost. direttore Ufficio federale del personale; Daniel Burgunder, responsabile assicurativo di Publica. André Eicher, presidente della CNPC e segretario centrale di garaNto, ha presentato la risoluzione che i pensionati hanno accolto praticamente all’unanimità.

 

Limiti tecnico-giuridici

Tra gli obiettivi di questo primo congresso congiunto dei pensionati dei quattro sindacati che compongono la CNPC, garaNto, APC, SSP/VPOD (personale federale) e Associazione del personale Fedpol svoltosi nel pomeriggio di venerdì 21 settembre 2012 figurava quello di evidenziare le possibilità tecniche e giuridiche e i limiti delle prestazioni di Publica. Conclusione: attualmente non ci sono margini tecnico-giuridici per corrispondere il rincaro nemmeno nei prossimi anni, come ha del resto evidenziato Daniel Burgunder di Publica. Dal punto di vista politico-giuridico c’è spazio solo per il versamento di un’indennità unica - un gesto di buona volontà che la CNPC chiede da anni. La CNPC sa benissimo che questo cammino è impervio. Lo ha ribadito anche il direttore supplente dell’Ufficio federale del personale Thomas Schmutz.

 

La volontà politica è determinante

La rappresentante dell’Unione sindacale svizzera (USS) Doris Bianchi ha presentato una possibile soluzione: da un canto la lotta per una maggiore giustizia fiscale – ossia anche contro i costosi regali fiscali ai più abbienti –, dall’altro il rafforzamento dell’AVS senza soppressione del secondo pilastro. L’USS lavora a pieno regime al progetto «AVS plus», volto ad attuare finalmente il mandato costituzionale secondo cui deve essere possibile l’adeguata continuazione del tenore di vita abituale (art. 113a della Costituzione federale della Confederazione Svizzera) per tutti i pensionati.

 

Alcuni – anche tra il pubblico – hanno ricordato un altro aspetto importante: il tiro alla fune tra i pensionati che hanno finora beneficiato di prestazioni relativamente privilegiate e i pensionati attuali o futuri che si vedono confrontati con un calo costante delle loro pensioni: “Giovani e anziani, non lasciatevi montare gli uni contro gli altri!” Che all’interno dell’accordo generazionale possono convivere rendite sicure e decorose e investimenti sufficienti per le famiglie, la gioventù e la formazione, è una questione matematica solo in via subordinata. È prima di tutto una questione di ripartizione degli oneri e di equità fiscale, ossia di volontà politica.

 

Oscar Zbinden, responsabile dell’informazione di garaNto

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