La lotta continua

23.06.2005

Programma di sgravio 04 del Consiglio federale

 

La lotta continua

 

Dal 24 maggio una valanga di lettere di protesta sommerge gli uffici del Consigliere federale Merz. Il 27 maggio, durante un incontro con i partner sociali della Confederazione, lo stesso ministro prende atto dell’insoddisfazione del suo personale.

Il 30 maggio 2005 – giorno d’apertura della sessione parlamentare estiva – le associazioni del personale consegnano alla Presidente del Consiglio nazionale, Thérèse Meyer, una petizione contro lo smantellamento delle prestazioni di PUBLICA, contro i tagli salariali imposti dal libero arbitrio parlamentare e contro la soppressione di impieghi federali. 16'311 dipendenti della Confederazione (ossia quasi uno su due), tra cui 1900 affiliati a garaNto, chiedono al Consiglio federale e al Parlamento di mantenere le loro promesse e di non rompere gli accordi vigenti con i sindacati.

Lo stesso giorno davanti a Palazzo federale gli attivisti, in particolare quelli di garaNto, invitano i parlamentari a non peccare di zelo.

Martedì, 31 maggio 2005, la pressione sale. Dalle 17.00 alle 17.30, sotto la direzione del nostro sindacato, si svolgono azioni di protesta presso diversi valichi di confine nelle regioni di Basilea, Kreuzlingen, Rheintal, Ginevra e Chiasso, che risvegliano nella maggior parte della popolazione in transito comprensione e solidarietà per le nostre rivendicazioni.

Il 1° giugno la lotta prosegue con una veglia permanente davanti a Palazzo federale.

Alle 16.00 dello stesso giorno il Consiglio nazionale prende la sua decisione: con 102 voti a favore, 68 contrari e 5 astensioni accetta il programma di sgravio 04. E fa pure di peggio: approva ulteriori tagli salariali per un importo di 150 milioni di franchi, decurta le spese materiali di oltre 100 milioni e impone alla riforma amministrativa rinunce per 70 milioni. La maggioranza borghese del Consiglio nazionale ha trattato nuovamente con la massima arroganza il personale federale – seguendo del resto l’esempio dato in primavera dal Consiglio degli Stati.

Abbiamo allora lottato invano? Assolutamente no, care colleghe e cari colleghi! In agosto, dopo le vacanze estive, riprenderemo la nostra lotta. Con le loro decisioni, Consiglio federale e Parlamento sono venuti meno alle promesse fatte al personale federale. Per il sindacato garaNto è poco ma sicuro: il pacchetto salariale concordato nell’agosto 2004 è obsoleto e va rinegoziato. Dal 1989 il personale federale non beneficia più di un aumento reale di stipendio. Durante le trattative con il Consiglio federale che partiranno l’agosto prossimo, garaNto non accetterà né una riduzione reale degli stipendi né uno smantellamento delle prestazioni della cassa pensioni.

Il personale delle dogane, incluse le guardie di confine, continuerà a impegnarsi affinché lo Stato funzioni al meglio e offra prestazioni qualitativamente elevate, ma a tal fine non può prescindere da effettivi sufficienti, salari equi e una vera partnership sociale.

 
Giordano Schera
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