Lotta al lavoro nero transfrontaliero

14.04.2012

Il lavoro nero in Svizzera registra un aumento preoccupante. Il consigliere nazionale Max Chopard-Acklin (PS, AG) ha presentato l’8 marzo 2012 una mozione in merito che riguarda anche il Cgcf.

 

Mozione 12.3101: Lotta al lavoro nero transfrontaliero

 Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato di ottimizzare le basi legali affinché il Corpo delle guardie di confine (Cgcf) possa in futuro contribuire in modo più attivo, all'interno della sua area operativa, alla lotta contro il lavoro nero transfrontaliero. I controlli effettuati dal Cgcf in caso di sospetto e nell'ambito dell'attività quotidiana sono nell'interesse dei datori di lavoro, dei lavoratori e dello Stato.

 Motivazione

Combattere il lavoro nero è importante, dato che esso provoca numerosi effetti negativi, come:

 1. perdite di entrate per Stato e assicurazioni sociali;

 

2. distorsioni della concorrenza tra le ditte e tra i lavoratori;

 

3. deterioramento dei diritti alle prestazioni per gli assicurati;

 

4. dumping salariale e sfruttamento dei lavoratori.

Di conseguenza, tali effetti si ripercuotono su tutti. È quindi importante ostacolare e combattere in modo coerente proprio il lavoro nero transfrontaliero con misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone. I controlli effettuati dal Cgcf in caso di sospetto e nell'ambito dell'attività quotidiana sono nell'interesse dei datori di lavoro, dei lavoratori e dello Stato. Il lavoro nero potrebbe così essere contrastato in maniera più efficace, riducendo anche la perdita degli oneri sociali. Nel quadro del suo mandato e delle risorse di personale disponibile, il Cgcf è praticamente predestinato a collaborare all'esecuzione di tale compito.

La posizione di garaNto

garaNto sostiene l’impostazione di base della mozione: non si possono tollerare le perdite di entrate subite dallo Stato e dalle assicurazioni sociali a causa del lavoro nero. Altrettanto inaccettabile è la messa in pericolo di posti di lavoro in Svizzera da parte del dumping salariale o di altre forme di sfruttamento dei lavoratori.

garaNto segnala tuttavia che il Cgcf può fornire il proprio contributo solo nell’ambito dei suoi compiti fondamentali e delle sue risorse, ossia rilevando e notificando le infrazioni nella zona di confine. I casi dovranno invece essere trattati dalle autorità competenti. Prendiamo atto con piacere che 40 parlamentari, a prescindere dall’appartenenza partitica, hanno cofirmato la mozione.

AEi

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