Lottare contro orari di lavoro eccessivi, lavoro non rimunerato e stress

Il 4 novembre 2016 i delegati dell’USS hanno deciso di serrare le fila contro gli attacchi sempre più gravi contro orari di lavoro regolamentati e la tutela della salute.

La decisione è stata adottata in risposta agli interventi dei consiglieri agli Stati Konrad Graber e Karin Keller-Sutter che mettono in discussione il rilevamento dell’orario di lavoro, gli orari di lavoro regolamentati, il riposo notturno e domenicale, il diritto alle pause e il tetto massimo di ore lavorative settimanali. Le loro proposte interesserebbero quasi la metà di tutti i dipendenti che, a seguito della soppressione della tutela dei lavoratori, dovrebbero alla fine lavorare praticamente a titolo gratuito.

Conseguenze devastanti

Questa flessibilizzazione avrebbe conseguenze devastanti: stress e burn-out aumenterebbero ulteriormente, la conciliabilità tra lavoro e famiglia ne risentirebbe, pianificare la vita sarebbe ancora più difficile.

I delegati dell’USS si oppongono fermamente al lavoro senza limiti e chiedono piuttosto una migliore tutela contro i rischi per la salute in azienda e misure per una maggiore pianificabilità del lavoro. I delegati esigono un’applicazione più incisiva della legge sul lavoro, in particolare maggiori controlli dell’orario di lavoro da parte dei Cantoni e della SUVA. Il lavoro domenicale e notturno devono restare un’eccezione assoluta. Il rilevamento del tempo di lavoro e le disposizioni sul riposo devono valere anche per il lavoro a domicilio. Andrebbero inoltre regolamentati in modo vincolante i piani d’attività per il lavoro su chiamata e i picchetti. I cambiamenti a breve termine andrebbero ammessi solo in caso di assoluta emergenza e con un supplemento salariale del 25%.

Previdenza di vecchiaia 2020

I delegati dell’USS intendono inoltre opporsi con ogni mezzo alla versione della previdenza di vecchiaia 2020 proposta dal Consiglio nazionale poiché va a scapito dei lavoratori. In tempi in cui gli interessi sono zero è sbagliato gonfiare il secondo pilastro. Ciò costa alla maggior parte degli assicurati molto di più, diversamente da una parziale compensazione tramite l’AVS delle perdite delle rendite. L’onere contributivo aumenterebbe massicciamente. L’USS discuterà la propria posizione davanti al progetto di previdenza di vecchiaia 2020 e l’eventuale referendum dopo il dibattito in Parlamento, il 24 marzo 2017 durante un’assemblea dei delegati straordinaria.

I delegati chiedono infine in una nuova risoluzione che la Posta accetti una moratoria ai tagli occupazionali.

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