Migliorare la previdenza di vecchiaia della popolazione attiva!

26.03.2010

Dopo il chiaro NO all’abbassamento delle rendite

 

Immediatamente dopo il chiaro verdetto popolare contro l’abbassamento delle rendite, USS e Unia si sono presentati ai media per chiedere una svolta sociale, in particolare l’immediata interruzione dello smantellamento sociale, un abbassamento dell’influsso della lobby assicurativa sul secondo pilastro e, quale novità, obiettivi adeguati alla realtà sociale in materia di prestazioni della previdenza vecchiaia.

 

«Il diritto a una vecchiaia dignitosa è una delle maggiori conquiste della società civile.» Ma, come rileva il presidente dell’USS Paul Rechsteiner, il principio tuttora in vigore secondo cui il 60% dell’ultimo reddito dovrebbe bastare a garantire una vecchiaia decorosa non è più realista. Mantenere il tenore di vita abituale non è più adeguatamente possibile soprattutto per le classi salariali più basse. Dopo il chiaro no scaturito dalle urne contro la riduzione delle rendite è ora tempo di guardare alla previdenza di vecchiaia in un’altra ottica, un’ottica che si focalizza sulle prestazioni. Con 3000 franchi al mese non si vive più.

 

Il fabbisogno al centro

Il copresidente di Unia, Andreas Rieger, fa osservare che è tempo di dare una svolta fondamentale. Per decenni, si è guardato alle assicurazioni sociali in un’ottica neoliberale. Ora bisogna tornare a focalizzarsi sulle esigenze dell’essere umano, che deve vivere grazie a una rendita. Si impone un confronto con la campagna sui salari minimi lanciata dai sindacati a inizio secolo: in un primo tempo ci si era impegnati per un minimo di 3000 franchi per tutti, per poi deciderne l’applicazione passo dopo passo.

 

Sorveglianza più severa

«La previdenza di vecchiaia non deve garantire profitti alle assicurazioni ma rendite adeguate ai pensionati», ha ribadito il segretario regionale di Unia, Aldo Ferrari. Il tono era chiaro: porre fine agli abusi e ai giochetti degli assicuratori vita del secondo pilastro per poter avere una boccata d’aria. L’esperta dell’USS in materia di assicurazioni sociali Colette Nova e il consigliere nazionale basilese Ruedi Rechsteiner si sono presentati con un programma globale in tal senso, con il quale chiedono in particolare una sorveglianza più severa. Bisognerà inoltre garantire la gestione paritetica delle istituzioni e migliorare la protezione dei rappresentanti dei lavoratori negli organi direttivi delle istituzioni di previdenza.

Quale terza conseguenza della vittoria elettorale si chiede di porre fine a tutte le revisioni (AVS, AD, LAINF, AI) sviluppate in vario modo ma sempre contrassegnate dallo smantellamento sociale radicale. A meno che non si voglia subire una nuova scoppola popolare (v. anche: www.sgb.ch).

Ewald Ackermann, redattore USS (08.03.2010)

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