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29.04.2011

Nuovi scenari USS per il finanziamento dell’AVS

 

 Anche con un ulteriore aumento della speranza di vita, il finanziamento dell’AVS è garantito fino al 2025 senza aumenti dei contributi – e senza tagli alle prestazioni.

 

 

È quanto emerge dai nuovi scenari di finanziamento dell’USS, che si fondano sulle previsioni prudenziali e sugli scenari demografici ufficiali per i prossimi 50 anni.

 

 

Forte crescita della produttività

Se l’AVS gode di una buona situazione finanziaria, è grazie all’aumento dei salari. Vista la forte crescita della produttività, i salari reali sono più che quadruplicati dal 1950 con ricadute molto positive anche sulle entrate dell’AVS. Attraverso una buona politica del mercato del lavoro (salari in aumento, bassa disoccupazione) e una politica fiscale sociale possiamo rafforzare ulteriormente questo meccanismo di finanziamento valido e consolidato.

In passato gli scenari di finanziamento dell’USS si sono sempre rivelati azzeccati. Anno dopo anno l’AVS ha conseguito eccedenze miliardarie. Secondo gli scenari della Confederazione, invece, la cassa dovrebbe presentare enormi deficit.

 

  

Strumento di manipolazione

Gli scenari ufficiali per l’AVS sono troppo pessimistici. Pur non rispecchiando la situazione reale, hanno generato panico e giustificato tagli alle prestazioni. Recentemente la Confederazione ha presentato cifre completamente sbagliate anche per altri ambiti politici importanti (ad esempio le perdite imputabili alla riforma II dell’imposizione delle imprese).

 

L’USS chiede ora un’inversione di marcia:

 

  • Bisogna porre fine alle costanti richieste di smantellamento dell’AVS. Basta agli spauracchi lanciati negli ultimi dieci anni contro i pensionati attuali e futuri.
  • La Confederazione deve saldare i 15 miliardi di debito che l’AI ha accumulato con l’AVS. Lo deve fare con le eccedenze che oggi giacciono sul conto di compensazione a seguito dei massicci errori di bilancio commessi negli ultimi anni.
  • La Confederazione deve tornare a calcolare pronostici più corretti e realistici. Gli errori di bilancio accumulati nell’era Merz superano i 22 miliardi di franchi. Poiché il freno alle spese si fonda su dati sbagliati invece che sui risultati corretti, le cifre della Confederazione si trasformano viepiù in uno strumento di manipolazione politica con cui si giustifica una politica asociale.  

Daniel Lampart, capo economista USS (22.03.2011)Foto: Martin Müller, USS


 

 

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