Niente referendum contro la legge su Publica: un commento

12.01.2007

Niente referendum contro la legge su Publica: un commento
 
Il Consiglio federale sin dall’inizio della riforma di Publica si è basato sulla formula seguente: lavorare più a lungo x aliquote più alte = rendite più basse! Il 20 dicembre 2006 il Parlamento si è fatto guidare dalla stessa logica: ha approvato la legge su Publica, affossando il pensionamento flessibile a 62 anni per il personale federale in vigore dal 1° gennaio 1988.
 
Già in occasione dell’ultimo congresso nel giugno 2006 i delegati del nostro sindacato avevano deciso all’unanimità di accantonare 150'000 franchi in vista di un eventuale referendum, che però non avremmo potuto lanciare da soli. È infatti stato subito chiaro che ci serviva l’aiuto delle altre associazioni del personale della Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (APC e vpod).
Visto che la vpod ha seguito le nostre stesse mosse, la palla è passata nel campo dell’APC, i cui membri si sono tuttavia espressi contro il referendum (40% favorevoli, 60% contrari). Una decisione che dobbiamo accettare, anche perché nell’attuale contesto della politica del personale l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno sono i dissidi interni. Dobbiamo restare uniti e lottare contro il progressivo smantellamento sociale in atto alla Confederazione!
 
Dobbiamo in particolare dire senza mezzi termini al nostro datore di lavoro – la Confederazione – cosa vogliamo.
 
Nell’ambito dei lavori già iniziati in vista dell'introduzione a metà 2008 del primato dei contributi, garaNto si batterà con ogni mezzo affinché

- l’inizio dell’obbligo assicurativo per i dipendenti dell’AFD rimanga fissato a 22 anni,
- l’età di pensionamento anticipato per i membri del Cgcf venga alzata al massimo di 2 anni, da 58 a 60 anni,
- la Confederazione nel suo ruolo di datore di lavoro partecipi almeno nella misura del 50% al finanziamento della rendita transitoria,
- lo sgravio per la generazione degli assicurati tra i 45 e i 54 anni, che subirà la fase transitoria, ammonti almeno al 2% per 10 anni.
 
Per quanto concerne la riforma amministrativa in atto, chiediamo al Consiglio federale di non toccare la protezione contro il licenziamento. In merito all’elaborazione del nuovo sistema salariale, vogliamo invece un aumento dell’intera massa salariale, senza bonus o ridistribuzioni dal basso verso l’alto. Vogliamo inoltre che ci vengano garantiti tutti i diritti salariali attuali e, infine, un aumento reale del 3% degli stipendi entro il 2009.
 
Durante la manifestazione del 1° dicembre 2005 davanti agli uffici del consigliere federale Merz, qualcuno ha gridato tra la folla acclamante: «Se il clima non cambia, torneremo!». Ora la domanda è: «Quando accadrà?». Una cosa è comunque certa: non possiamo più aspettare a lungo!
 
Giordano Schera, segretario centrale garaNto

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