No all'impiego di soldati di milizia alla frontiera!

24.05.2006

No all’impiego di soldati di milizia alla frontiera!

Nell’ambito della consultazione in corso e d’intesa con la Federazione Svizzera Funzionari di Polizia (FSFP) garaNto, il sindacato del personale delle dogane e delle guardie di confine, boccia all’unanimità il progetto “Soldati in ferma prolungata al corpo guardie di confine”. L’impiego di soldati di milizia alla frontiera rappresenta un rischio notevole e insostenibile per la sicurezza della popolazione e delle guardie di confine. Né la salvaguardia della sicurezza né il comune buon senso giustificano un impiego dell’esercito alla frontiera. La popolazione e lo Stato devono poter fare affidamento su guardie di confine altamente motivate e formate in modo professionale che sono in grado di svolgere al meglio i molteplici compiti doganali e di sicurezza alla frontiera. Risparmiare sulla sicurezza è risparmiare al posto sbagliato.
 
Il corpo delle guardie di confine (Cgcf) dà un contributo fondamentale alla garanzia della sicurezza interna della Svizzera attraverso i controlli delle persone alla frontiera e nella zona di confine. Per portare a compimento questi compiti impegnativi e complessi in modo eccellente la Confederazione e i Cantoni devono poter contare su impiegati statali scelti in modo accurato, altamente motivati e formati in modo professionale. Se il progetto “Soldati in ferma prolungata al corpo guardie di confine” fosse realizzato, sarebbe la prima volta dalla
seconda guerra mondiale che l’esercito impiegherebbe soldati di milizia al confine per un periodo prolungato senza una particolare giustificazione legata alla sicurezza delle frontiere.
 
La migliore assicurazione vita è la formazione
La migliore assicurazione vita per una guardia di confine è la buona formazione dei suoi colleghi di lavoro. La formazione di una guardia di confine comprende un anno di formazione di base e 4 anni di perfezionamento professionale. I soldati in ferma prolungata sono invece soldati di milizia che svolgono l’intero servizio militare in un unico blocco di 10 mesi. L’impiego di soldati in ferma prolungata alla frontiera, la cui formazione è insufficiente per questi compiti specifici, sottopone la sicurezza delle guardie di confine e della popolazione a inutili rischi supplementari.
 
Siamo contrari a posti di lavoro sottopagati alla frontiera! 
La procedura di selezione prevista non permette di avere informazioni sufficienti sulla motivazione delle reclute che decidono di svolgere il proprio servizio come soldati in ferma prolungata al Cgcf. I soldati in ferma prolungata al confine non ricevono uno stipendio per la loro presenza. Con questo progetto la Confederazione risparmia circa 3 milioni di franchi all’anno (con un contingente di 24 soldati in ferma prolungata). Risparmiare sulla sicurezza è risparmiare al posto sbagliato. La disparità nella remunerazione rappresenta inoltre non solo una discriminazione, ma aumenta il pericolo di corruttibilità dei soldati in ferma prolungata e causa una notevole perdita di qualità.
 
È inaccettabile che l’esercito alla ricerca di nuovi compiti nel campo della sicurezza interna si allontana sempre di più dalla sua vera ragione d’essere mettendo a repentaglio in modo negligente la fiducia della popolazione e la reputazione internazionale della Svizzera. Come reagirebbero i paesi confinanti di fronte ad una presenza di soldati di milizia alla frontiera dopo la recente adesione del nostro paese all’accordo di Schengen?
 
Il corpo guardie di confine deve poter contare oggi più che mai su dipendenti statali altamente motivati, formati in modo serio e che godono di un ampio consenso interno ed esterno grazie alla loro competenza professionale e sociale. Le persone che decidono di intraprendere la professione di guardia di confine devono essere scelte attraverso la procedura ordinaria d’assunzione basata su criteri professionali. 
 
Berna, 23 maggio 2006

Per ulteriori informazioni:
David Leclerc, vice-presidente comitato centrale garaNto, specialista nel campo delle guardie di confine, Tel. 078 763 04 68, JEhBR0hBVkdkQ0VWRUpQSwpHTA@nospam
Robert Küng, segretario comitato centrale garaNto, specialista nel campo delle guardie di confine, Tel. 079 677 29 08, -ZaImJOavZqcj5yTiZLTnpU@nospam

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