Pseudo-soluzioni a scapito del personale

14.08.2008

Il Consiglio federale intende incrementare l’attrattività sul mercato della Confederazione quale datore di lavoro accordando dal 1° gennaio 2009 sostanziosi aumenti reali degli stipendi solo ai quadri e riducendo la protezione contro il licenziamento. Lo farà anche senza il consenso delle associazioni del personale.

André Eicher, segretario centrale di garaNto

Il Consiglio federale sostiene che i più recenti provvedimenti in materia di politica del personale sono moderni. Chi non ci crede, ne deve prendere atto per decisione amministrativa – a dadi tratti e secondo una concezione del partenariato sociale a dir poco obsoleta!

Così sono andate le cose con gli aumenti reali dello stipendio per i quadri, sui quali non sono state condotte trattative con le associazioni del personale. Non molto diversamente è stata gestita la revisione della legge sul personale federale: Il Consiglio federale prende atto delle osservazioni delle associazioni, ma chiude gli occhi davanti alla realtà e non affronta i due temi più contestati.
Chi diffida del cosiddetto «ammodernamento» della politica in materia di personale, ne ha tutte le ragioni: si stanno istaurando progressivamente condizioni «tipo UBS» ai livelli superiori e «tipo Aldi» nelle aziende e negli uffici. Una politica del personale che tiene anche solo in linea di conto queste condizioni è destinata presto o tardi a fallire.

Il Consiglio federale deve cambiare radicalmente atteggiamento sia sul fronte della politica salariale sia in materia di licenziamento e adottare una visione globale e priva di ideologie. Su questa base e con la volontà di impegnarsi per un’amministrazione ben funzionante insieme alle associazioni del personale, si possono trovare soluzioni partenariali.

Il Consiglio federale si deve occupare dei problemi veramente importanti che il personale deve affrontare nella sua attività quotidiana: problemi di conduzione e di reclutamento, calo di soddisfazione sul posto di lavoro e alta rassegnazione. Le associazioni del personale richiamano da anni l'attenzione su questi temi, ma sbattono sistematicamente contro una porta chiusa.

Il Consiglio federale si oppone al dialogo nel senso che fissa altre priorità e pretende di risolvere anche questi problemi aumentando gli stipendi dei quadri e picconando la protezione contro il licenziamento. Una pseudo-soluzione che va a scapito del personale! Il personale federale, i doganieri e le guardie di confine non sono tuttavia disposti a pagare questo pegno e vi si opporranno con tutti i mezzi a loro disposizione.

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