Revisione della LPers: da rispedire al mittente!

29.02.2008

Revisione della legge sul personale federale (LPers)

Da rispedire al mittente!

Il 22 gennaio 2008 il consigliere federale Merz ha ribadito alle associazioni del personale la sua intenzione di smantellare la protezione contro il licenziamento. Attualmente non intende nemmeno negoziare sui punti contestati. Invece di intraprendere la via del dialogo, preferisce manifestamente affidarsi alla maggioranza borghese in governo e in Parlamento come già fece con Publica.

André Eicher, segretario centrale di garaNto

Secondo i piani del consigliere federale Merz il diritto in materia di licenziamento della Confederazione va adeguato alle disposizioni del Codice delle obbligazioni (CO), abrogando quindi la protezione contro il licenziamento attualmente retta dalla legge sul personale. In concreto ciò significa che verranno soppressi l'elenco dei motivi legali che giustificano il licenziamento, i termini di licenziamento più lunghi e l'obbligo di proseguire il rapporto d'impiego. Il personale potrà essere licenziato se esistono motivi oggettivamente sufficienti. L'opposizione non avrà effetto sospensivo. Insomma, verrà a cadere l'attuale certezza del diritto sia in termini materiali che procedurali.

Una revisione superflua
Dal punto di vista sindacale non vi è alcuna necessità di sottoporre a revisione la LPers. Se osservati con spirito critico, gli argomenti addotti dal DFF appaiono inconsistenti. La bozza della nuova legge viene difesa sostenendo tra l'altro che attribuire il licenziamento a uno dei sei motivi contemplati dalla legge comporta eccessive difficoltà e che nel singolo caso l'amministrazione fatica troppo a separarsi da un collaboratore. Questi motivi «tirati per i capelli» bastano però a gettare un'ombra di sospetto su tutto il personale federale, visto poi che il DFF non fornisce né fatti né dati concreti.

Obbligo di fedeltà e sicurezza occupazionale
Siccome anche il DFF è cosciente dell'inconsistenza dei motivi addotti, doveva trovare un'altra via per smantellare l'attuale sicurezza occupazionale. Ecco allora che si mette in discussione anche l'articolo 20 LPers, che vincola i dipendenti federali a uno speciale obbligo di fedeltà nel senso che devono difendere gli interessi particolari della Confederazione. Secondo il DFF questo articolo può essere stralciato, considerato che equivale all'obbligo di diligenza e fedeltà di cui all'articolo 321a capoverso 1 CO. Non vi sarebbero quindi distinzioni tra la difesa degli interessi della Confederazione e la difesa di quelli dell'economia privata. Questa considerazione è errata e avvalorata solo da ragioni chiaramente ideologiche.

La differenza è palese: i dipendenti di una ditta che opera nell'economia privata hanno un dovere di lealtà solo nei confronti del datore di lavoro, mentre i dipendenti federali devono rispondere anche davanti al popolo e alle autorità. In questo senso e per evitare pressioni da parte di terzi, è fondamentale che venga garantita la sicurezza del posto di lavoro e che viga un dovere di fedeltà particolare. È infine inaccettabile che il DFF voglia vietare le disposizioni di CCL vigenti che vanno oltre le esigenze minime poste dal CO in materia di protezione contro il licenziamento.

Affrontare i problemi effettivi!
Con la revisione della LPers il DFF pone priorità sbagliate. Attualmente, la Confederazione quale datore di lavoro non ha problemi di licenziamento bensì di reclutamento! garaNto chiede pertanto che vengano finalmente affrontati i problemi centrali dell'amministrazione federale, in particolare che si combatta l'insoddisfazione sul posto di lavoro, che si risolvano i gravi problemi di conduzione e che si recluti sufficiente personale con una buona formazione.

Da rispedire al mittente!
Il messaggio di garaNto al consigliere federale Merz in merito alla revisione della LPers è chiaro: la legge proposta va rispedita al mittente! Care colleghe e cari colleghi, oggi siete chiamati a dare forza a questo messaggio, sostenendo fattivamente e in massa la nostra campagna di protesta!

Bundesgasse 3, Berna: garaNto si aspetta trattative, non ordini da seguire!

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