Revisori: quale futuro?

27.10.2005

Lanciato dall’AFD un progetto che scotta

 

Revisori: quale futuro?

 

(GS) Il 21 luglio 2005 il capo dell’esercizio in seno all’Amministrazione federale delle dogane (AFD) ha lanciato un progetto volto a ridefinire il profilo del personale all’esportazione. Si è capito subito che i più toccati sarebbero stati i revisori che dal 1993 lavorano in questo campo d’attività. Riconoscendo l’importanza del progetto, garaNto si è adoperato immediatamente affinché la codecisione fosse garantita nei giusti termini. Qui di seguito entriamo nel merito della questione dal punto di vista del comitato centrale garaNto.

 

Il 21 luglio 2005 nell’ambito del progetto concernente la ristrutturazione del sistema di attribuzione del personale, Michel Brique, capo della divisione principale dell’esercizio della DGD, ha formulato un mandato di progetto che incarica un gruppo di lavoro di ridefinire il profilo per il personale all’esportazione (v. riquadro). A seguito di un intervento del comitato centrale presso il direttore generale delle dogane, il collega di comitato Ernst Wüthrich – pure attivo nella funzione di revisore – ha potuto difendere il punto di vista sindacale in seno al citato gruppo.

 

Un progetto, tanti interrogativi

Vista l’importanza della questione per i revisori, garaNto ha chiesto subito al direttore generale di informare con un bollettino tutto il personale sui motivi e gli obiettivi della DGD. La proposta, ritenuta precipitosa, è stata tuttavia respinta, dato che non erano ancora state prese decisioni vincolanti. Il 26 settembre 2005 il sottogruppo ha consegnato all’attenzione del gruppo di progetto (rappresentante garaNto: il presidente centrale Rolf Uster) il rapporto finale, per ora disponibile solo in tedesco, che nell’ottica sindacale solleva molti dubbi, domande e soprattutto timori.

Durante la successiva seduta del 05 ottobre 2005 garaNto ha chiesto di porre in consultazione il rapporto finale prima della conferenza dei direttori 4/2005 prevista il 23/24 novembre 2005. Sarebbe seguita una consultazione su base conferenziale tra i partner sociali. Il gruppo di progetto ha però respinto anche questa proposta, adducendo che una consultazione era comunque prevista dopo detta conferenza.

Lo stesso giorno il comitato centrale si è rivolto per iscritto al direttore generale, affermando di non capire le reticenze della DGD dato che nel rapporto finale si legge testualmente: “
Al fine di affrontare la situazione con la debita preparazione ed evitare dicerie, il gruppo di lavoro non prevede alcun embargo. Anzi, parte dal presupposto che questi temi vengano discussi apertamente anche negli uffici doganali.” (trad.)

Il comitato centrale, esponendo a Dietrich i timori dei revisori membri del sindacato per il loro futuro professionale, ha ribadito nell’interesse della trasparenza a livello nazionale la propria richiesta di porre subito in consultazione il rapporto finale e ha rilevato che finora le consultazioni prima di una conferenza dei direttori non hanno quasi mai posto problemi particolari. La risposta del direttore non si è fatta attendere. Nello scritto del 7 ottobre 2005 si legge: “La direzione dell’Amministrazione federale delle dogane non si è finora chinata sulla questione. Una prima discussione in merito al progetto è prevista in occasione della conferenza dei direttori 4/2005. Riceverete per consultazione il rapporto in parola dopo la citata conferenza quale parere vincolante dell’amministrazione e non solo del gruppo di progetto o del sottogruppo. Dal nostro punto di vista è corretto porre il rapporto in consultazione presso le associazioni del personale in una versione vincolante, discussa dalla conferenza dei direttori. Il direttore generale delle dogane deciderà solo dopo aver visionato i pareri delle associazioni del personale.”  (trad.)

Novelle poco liete

Si tratta indubbiamente di un progetto particolare, volto a verificare i requisiti cui deve soddisfare una specifica categoria professionale. Un progetto che coglie di sorpresa, dato che per quanto ci è dato sapere non è nemmeno previsto dagli obiettivi annuali dell’AFD. garaNto ha pertanto buone ragioni di ritenere che il progetto riserverà ai revisori novelle quanto meno poco liete. Si ipotizza il passaggio al personale con formazione tecnica delle operazioni di sdoganamento all’esportazione e qui è lecito porsi qualche domanda: il personale tecnico vuole veramente riavere questi compiti – senza un aumento degli effettivi? Come mai, 12 anni dopo che i revisori hanno assunto lo sdoganamento all’esportazione, la DGD giunge improvvisamente alla conclusione che questa categoria di personale non è più in grado di soddisfare le esigenze pertinenti? Le domande sono molte e necessitano di una risposta molto rapidamente.

 

Solo un’esercitazione al risparmio?

garaNto non intende accusare la DGD di compensare il superamento del credito per il personale solo a spese dei revisori. Non corrisponderebbe alla cultura aziendale finora applicata dall’AFD. In riferimento a questo progetto si dovrebbero tuttavia chiarire alcuni controsensi. Da un canto, il gruppo di pilotaggio che si occupa della formazione del personale non tecnico propone di garantire ai revisori un’istruzione migliore, dall’altro si istituisce un gruppo di lavoro per affidare le operazioni di sdoganamento all’esportazione al personale con formazione tecnica. Oppure ancora: il rapporto finale evidenzia la crescente importanza dell’esportazione e un paio di righe più avanti paventa un sensibile smantellamento del personale in questo ramo. A cosa bisogna credere? garaNto non contesta che la formazione dei revisori – come pure quella di tutto il personale – può e deve essere costantemente migliorata. Tuttavia, per le categorie professionali interessate non è molto motivante constatare che il miglioramento della formazione è direttamente connesso con una questione fondamentale come il soddisfacimento dei requisiti posti. A nostro modo di vedere la DGD esagera.

Come si legge nello scritto del direttore generale del 7 ottobre 2005, per questo progetto non è ancora stata presa nessuna decisione. garaNto si impegnerà pertanto al massimo in difesa delle opportunità professionali dei revisori.

 

Comitato centrale garaNto

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