Ripartizione del reddito più equa, rendite migliori

26.01.2013

Conferenza stampa USS 2013

 

Anche nel 2013 l’evoluzione dei salari e delle rendite figura al primo posto nell’agenda politica dell’Unione sindacale svizzera (USS).

 

L’iniziativa sui salari minimi, che andrà in consultazione parlamentare, prevede un salario minimo legale di 4000 franchi al mese per un impiego a tempo pieno e invita la Confederazione a promuovere i CCL. L’introduzione di un salario minimo si impone con urgenza dato che circa 430 000 lavoratori a tempo pieno percepiscono meno di 4000 franchi al mese; 140 000 di loro guadagnano poco pur disponendo di un attestato di fine tirocinio. Ciò significa disattendere la promessa secondo cui chi ha concluso un tirocinio può guadagnarsi da vivere e mantenere la propria famiglia.

 

Se dal 2002 al 2010 gli occupati con un tirocinio hanno visto il loro salario ridursi in termini reali, i quadri lo hanno visto crescere oltre il 12%. Dal canto loro, negli ultimi anni, gli azionisti hanno beneficiato di regali fiscali miliardari. Un salario minimo di 4000 franchi garantisce una maggiore equità, come ha spiegato davanti ai media il presidente dell’USS, Paul Rechsteiner.

 

Stop alle crociate contro la cassa AVS!

Nel dibattito sulla previdenza di vecchiaia, l’USS contrasterà tutti i tentativi di diffamare o indebolire il primo pilastro. È inammissibile che si privi l’AVS dei fondi che le spettano. Oggi, invece di essere versati all’AVS, i proventi dell’imposta sul tabacco e sull’alcol finiscono nella cassa federale che li conteggia con il contributo federale all’AVS con una perdita per quest’ultima di 2,5 miliardi di franchi. Come ha spiegato il capo economista dell’USS, Daniel Lampart, l’AVS avrebbe diritto a tre miliardi di franchi l’anno in più rispetto a ciò che incassa attualmente. Questi fondi verrebbero invece impiegati per accordare agevolazioni fiscali alle fasce più benestanti e per finanziare le imprese. Una situazione cui occorre rimediare.

 

Bisogna compensare anche i 300-400 milioni di franchi di introiti persi per effetto della Riforma II dell’imposizione delle imprese, visto che i titolari preferiscono ora corrispondere dividendi esenti dall’obbligo contributivo invece di salari che vi sono assoggettati. Il Parlamento deve inoltre respingere il piano del Consiglio federale volto a ridurre dal 2% all’1% l’interesse sui debiti contratti dall’AI nei confronti dell’AVS (l’AVS perderà introiti per 150 milioni di franchi).

 

Secondo Paul Rechsteiner, le cerchie che apparentemente si preoccupano delle finanze dell’AVS dovrebbero piuttosto proteggerla dalle crociate di cui è vittima da tempo. Se l’AVS avrà abbastanza soldi per gestire le sfide del futuro, dipende in primo luogo dalla volontà politica. La Svizzera figura tra i paesi più ricchi del mondo e come tale dispone delle risorse necessarie.

 

Rendite migliori grazie a «AVS plus»

Invece di smantellarla, l’AVS dovrebbe essere potenziata. Urge un aumento delle rendite visto che molti anziani non possono più permettersi lo stile di vita cui sono abituati come invece prevede la Costituzione. L’AVS è il pilastro più efficace e stabile della previdenza di vecchiaia, come ha rilevato la segretaria centrale dell’USS responsabile della politica sociale Doris Bianchi. L’USS intende potenziare l’AVS. A tal fine lancerà in primavera l’iniziativa «AVS plus» volta in particolare ad aumentare le rendite del 10 percento.

 

USS (07.01.2013)

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