Salari maggiori ma rendite più basse

22.09.2011

Il bilancio di una legislatura nell’ottica del personale federale

Dal punto di vista del personale federale, la legislatura che sta per concludersi (2008-2011) presenta un bilancio in chiaro-scuro. Tra le note positive vi è l’aumento reale dei salari e la constatazione di essere riusciti, grazie all’opposizione sindacale, ad evitare il peggio nell’ambito della revisione sul personale federale (LPers).

Tra quelle negative si possono senz’altro citare l’entrata in vigore della riforma della Cassa pensioni della Confederazione (Publica) e la pressione al risparmio che genera scarsità di personale. L’impegno e la caparbietà dei sindacati della CNPC e l’attività mirata di lobbying hanno dato buoni risultati - risultati destinati a migliorare nei prossimi quattro anni.

 

L’arbitrarietà della LPers è stata arginata

La Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC), composta dai sindacati APC, garaNto, SSP/VPOD e AP Fedpol, ha dato segnali forti. Vista la reticenza del consigliere federale Merz a intavolare negoziati autentici sul diritto in materia di personale, la CNPC ha deciso, dopo attenta valutazione, di non sottoscrivere la Dichiarazione d’intenti congiunta sulla gestione del partenariato sociale tra il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e i sindacati. Una decisione che ne ha di fatto sminuito il valore. Il clima di lavoro alla Confederazione ha raggiunto il punto di congelamento. Le costanti ristrutturazioni rispecchiano la scarsa considerazione di cui gode il personale federale. La CNPC è insorta con veemenza contro la revisione di una legge sul personale che allora aveva appena cinque anni, soprattutto perché il consigliere federale Merz intendeva servirsene per introdurre a livello federale le stesse disposizioni in materia di licenziamento in vigore per l’economia privata.

L’opposizione caparbia e coordinata si è rivelata vincente: la consultazione sul disegno di legge è stata annullata e un’analisi sulla politica del personale seguita dalla Confederazione e sull’applicazione del diritto pertinente, svolta dal Controllo parlamentare dell’Amministrazione per conto della Commissione di gestione del Consiglio nazionale (CdG-N), conferma che non vi è alcuna necessità di rivedere la LPers. Il Consiglio federale ha quindi interrotto i lavori e la nuova direttrice del DFF ha finalmente accettato di intavolare veri negoziati. L’imponente manifestazione del 21 giugno 2007, la decisione di non firmare la dichiarazione d’intenti nel gennaio 2008, l’azione che ha visto il recapito a Merz in aprile 2008 di oltre 3000 lettere di protesta e l’intensa attività di lobbying svolta a livello parlamentare sull’intero periodo hanno prodotto gli effetti sperati.

 

Finalmente un aumento reale dei salari, ma grandi tagli sociali a Publica

Nel 2008 sono entrate in vigore le nuove prescrizioni sulla Cassa pensioni della Confederazione che prevedevano importanti tagli alle prestazioni. Queste prescrizioni erano state imposte dal Parlamento nel 2006 nonostante la nostra opposizione – solo socialisti e verdi si sono battuti contro l’atteggiamento ostile al personale federale assunto da UDC e PLR. La nuova Publica e il cambiamento del primato hanno comportato per la maggior parte degli assicurati un peggioramento delle prestazioni nonostante l’aumento dei contributi. I negoziati condotti con determinazione dalla CNPC e le azioni lanciate per ottenere un aumento salariale hanno permesso una certa compensazione nell’estate 2008 e negli anni seguenti hanno portato a un aumento complessivo dei salari di oltre il 3%.

Questo è probabilmente il maggiore successo nell’ottica sindacale. Dal punto di vista della politica salariale, va rilevata l’adesione della Confederazione al dialogo sulla parità salariale. Degna di nota è anche la soluzione federale per la custodia dei figli al di fuori della famiglia - graditi frutti di anni di lotta sindacale.

 

Importante appoggio parlamentare

Le associazioni che compongono la CNPC hanno intensificato la loro attività di lobbying e sensibilizzato ulteriormente il Parlamento sulla tematica. I toni critici del rapporto della Commissione della gestione (CdG-N) ne sono un buon esempio. Per questi successi dobbiamo ringraziare soprattutto le consigliere nazionali socialiste Christine Goll e Maria Roth-Bernasconi per il loro impegno. Anche Margret Kiener Nellen (PS), Bea Heim (PS) e la presidente della VPOD Katharina Prelicz-Huber (Verdi) hanno perorato la causa del personale.

I risparmi imposti dai gruppi borghesi sono dichiaratamente ostili al personale. Un esempio tipico in tal senso è l’intervento parlamentare del presidente dell’UDC che chiede di sopprimere un impiego su cinque (!). L’aumento della pressione sui collaboratori lo preoccupa decisamente poco.

garaNto ha tematizzato più volte la situazione d’emergenza venutasi a creare per gli effettivi dell’AFD. Gli interventi parlamentari depositati in merito da Hildegard Fässler (PS) e Hans Fehr (UDC) dimostrano che in casi eccezionali sono possibili anche alleanze tra destra e sinistra. In linea di massima è però solo la sinistra che si adopera effettivamente nell’interesse del personale, mentre la destra ha bisogno di molta più opera di convincimento. Le prossime elezioni saranno decisive anche nell’ottica della politica del personale.

In molti altri ambiti la CNPC ha beneficiato del sostegno determinante di Paul Rechsteiner, Susanne Leutenegger Oberholzer, Max Chopard-Acklin e Fabio Pedrina.

Rolf Zimmermann, responsabile della segreteria CNPC all’USS

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