Servizio pubblico efficiente e di qualità

31.10.2006

La Svizzera ottiene buoni voti

Servizio pubblico efficiente e di qualità

Uno studio elaborato dal Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo mostra che il servizio pubblico nel nostro paese è efficiente e assicura in larga misura la qualità della piazza economica svizzera.
 
Serge Gaillard, responsabile segretariato USS
 
La riduzione della quota statale è uno degli obiettivi centrali di “Avenir Suisse” e “economiesuisse”. Come loro molti credono infatti che il “meno Stato” sia una ricetta contro la crisi e per una maggiore crescita economica. Questa nuova ostilità nei confronti dello Stato è sfociata in un crescente attacco alle condizioni di lavoro del personale delle pubbliche amministrazioni. Essa impedisce inoltre sul piano politico federale la risoluzione di importanti problemi come ad esempio il risanamento dell’assicurazione invalidità. Si ha l’impressione che una parte dei parlamentari voglia deliberatamente spingere le assicurazioni sociali nelle cifre rosse e nei debiti, sostenendo che la quota statale è troppo alta, per accrescere la pressione a favore di uno smantellamento delle prestazioni. In questo contesto la Conferenza Ebenrain, un’alleanza che raggruppa quasi tutte le organizzazioni svizzere delle lavoratrici e dei lavoratori, ha dato mandato al Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo di realizzare uno studio sull’importanza macroeconomica del servizo pubblico in Svizzera. Questo studio, pubblicato il 15 settembre 2006 in occasione della giornata d’azione nazionale organizzata dalla Comunità d’azione per il servizio pubblico (vedi risoluzione), si propone di rendere più obiettivo il dibattito sul ruolo dello Stato nell’economia. I principali risultati dello studio sono i seguenti: 

1.   Non c’è alcun legame fra la quota fiscale (parte delle imposte e delle spese di sicurezza sociale in relazione al prodotto nazionale) e la crescita economica. Un risultato che sembra aver sorpreso anche gli autori dello studio: “Il risultato più impressionante di questo studio consiste nella difficoltà di trovare ripercussioni negative rilevanti del carico fiscale sulla crescita economica.”  Questo risultato, francamente, non sorprende. Tutto dipende semplicemente dai campi d’attività e dal modo d’impiego delle risorse pubbliche.

2.  La quota statale in senso stretto (senza le assicurazioni sociali) è relativamente bassa nel raffronto internazionale (23,7%). Un risultato sorprende tuttavia: le differenze fra i paesi industrializzati più ricchi sono poco marcate: la media dei paesi dell’OCDE (Organizzazione della cooperazione e dello sviluppo economico) raggiunge il 26,7%; gli Stati Uniti con una quota statale del 28% superano la Francia. Per quanto riguarda la quota delle spese delle assicurazioni sociali e dei trasferimenti per motivi di politica sociale in relazione al Prodotto interno lordo la Svizzera si situa con altri paesi ricchi nella fascia superiore di metà classifica dei paesi industrializzati.

3.  Il KOF ha inoltre analizzato la letteratura dedicata ai processi di liberalizzazione giungendo a conclusioni chiare. Le ristrutturazioni hanno spesso permesso di accrescere l’efficienza delle aziende statali. L’evoluzione tecnologica (nelle telecomunicazioni) e in modo manifesto anche la presenza di personale in eccesso hanno pure giocato un ruolo importante in questo processo verso una maggiore efficienza. Spesso le liberalizzazioni – soprattutto nel campo delle infrastrutture – sono accompagnate da una attività di regolamentazione statale importante (autorità di regolamentazione, controllo della concorrenza, sorveglianza dei prezzi) che causa costi elevati. La riduzione dei costi ottenuta attraverso le liberalizzazioni o la messa a concorso di determinate prestazioni è spesso semplicemente da attribuire a un peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti. In questi casi non siamo di fronte a guadagni d’efficienza, ma unicamente a una nuova ripartizione dei redditi.

4.  Lo studio del KOF non fornisce alcuna indicazione sulle possibili ripercussioni economiche positive di un’ulteriore liberalizzazione nel campo delle infrastrutture. Secondo studi internazionali la Svizzera dispone di un’infrastruttura di alta qualità a costi vantaggiosi.

5.  Nella discussione sulla privatizzazione di Swisscom lo studio del KOF fornisce un’altra indicazione significativa: l’efficienza di un determinato servizio non dipende dall’appartenenza dell’azienda al settore pubblico o privato. In talune circostanze è invece decisiva la presenza o meno della concorrenza in un determinato settore d’attività.
 
Lo studio del KOF lascia poco spazio ai noti slogan “meno Stato” o “più concorrenza”. Il servizio pubblico in Svizzera ottiene buoni voti nel raffronto internazionale e sembra essere efficiente. Il suo contributo alla qualità della piazza economica svizzera è ritenuto elevato dagli esperti del KOF. Per una valutazione definitiva è fondamentale poter rispondere in modo affermativo alle seguenti due domande: (1) È giusto che lo Stato assuma una determinata attività ? (2) Lo Stato svolge questa attività in maniera efficiente? In questo ambito ci sono sempre possibilità di miglioramento. Potremmo ad esempio impiegare in modo più efficiente le risorse fiscali se investissimo di più nella formazione e nell’infrastruttura e meno nel mantenimento di piccole strutture economiche  nell’agricoltura. Senza servizio pubblico e infrastruttura non ci sarebbe crescita economica. Se la Svizzera vuole utilizzare al meglio il suo potenziale e diventare una delle regioni a forte crescita nel cuore dell’Europa, deve in particolare preoccuparsi di promuovere in modo adeguato i trasporti pubblici nelle grandi agglomerazioni e di trovare una soluzione durevole alla crescente domanda d’energia.
 

Frick A., Hartwig J., Wirz A.: L’importanza macroeconomica del servizio pubblico in Svizzera, Centro di ricerca congiunturale KOF, settembre 2006.
 

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