L’USS chiede un limite minimo di 1.40 per il cambio CHF/Euro

25.08.2011

Il 16 agosto 2011 è stata indetta una manifestazione davanti alla sede della Banca nazionale a Berna per chiedere misure più severe contro la speculazione finanziaria. Con un’azione simbolica sono state distribuite banconote da mille franchi con una sveglia che segnava le 12 meno 5.

 

L’azione ricorda che il tempo stringe e che bisogna fermare in fretta la speculazione attorno al franco svizzero. L’USS invita la Banca nazionale a introdurre e difendere un limite minimo per il cambio franco/euro che, visto il potere di acquisto delle valute, potrebbe fissarsi a CHF 1.40.

 

La sopravalutazione del franco, pari al 30% circa, comporta il rischio di una grave recessione. I prodotti svizzeri, ma anche i viaggi nel nostro paese, sono diventati troppo cari per molti clienti. In ultima istanza ne fanno le spese i lavoratori. Oltre 100 000 impieghi sono a rischio. Alcune aziende hanno già preso la scusa della forza eccessiva del franco per aumentare il tempo di lavoro e ridurre i salari.

 

Come se non bastasse, i politici parlano di nuovo di tagli alle rendite. Le perdite contabili di circa 50 miliardi di franchi, ossia più di 10 000 franchi per lavoratore, mostrano una volta ancora che i capitali delle casse pensioni sono in balia dei mercati finanziari.

 

I manifestanti che si sono riuniti davanti alla Banca nazionale hanno lasciato chiaramente intendere che i lavoratori non sono disposti a pagare un’altra volta per gli errori della politica e per le conseguenze della speculazione finanziaria come successo durante la crisi. L’indecisione delle autorità competenti espone la Svizzera al rischio di disoccupazione e dumping salariale. Oltre al tasso fisso di cambio, Andreas Rieger, copresidente di Unia, ha chiesto di vietare i salari in euro. I tagli salariali e l’aumento del tempo di lavoro sono la soluzione sbagliata contro la speculazione dei cambi. Giorgio Tuti, vicepresidente dell’USS e presidente del SEV, chiede misure urgenti contro la speculazione, ad esempio interessi negativi o l’estensione dell’imposta di bollo al mercato delle divise.

 

USS, 16.08.2011

(Foto: OZ)

Indietro