Superfranco = pressione salariale e perdita di impieghi

22.09.2011

L’USS non ammette il dumping e chiede di fissare a 1.40 il cambio CHF/Euro

La sopravvalutazione del franco acuisce il rischio di dumping nell’immediato futuro. Questa è l’allarmante conclusione cui giunge l’Unione sindacale svizzera (USS) nella conferenza stampa del 5 settembre 2011 a Berna.

Le conseguenze dolorose di questa situazione si fanno sentire già ora per molti lavoratori: estensione dell’orario di lavoro, outsourcing, riduzioni salariali o stipendi più bassi per i frontalieri.

Dimezzare i salari?

«L’inattività costa decine di migliaia di impieghi, avvelena l’ambiente di lavoro, nel peggiore dei casi causa una deindustrializzazione e culmina in una crisi economica autoindotta», ha affermato il presidente dell’USS Paul Rechsteiner. È impossibile compensare con misure d’esercizio una sopravvalutazione del 20%. Si dovrebbero ad esempio dimezzare i salari – ma chi potrebbe poi vivere?

Per proteggere salari, posti di lavoro e imprese, dobbiamo stabilizzare il cambio a un livello che rispecchi la realtà economica. «Il livello più basso sostenibile si fissa a 1.40 per il cambio CHF/Euro», ha spiegato Daniel Lampart, capo economista dell’USS. Attualmente il franco è nettamente sopravvalutato (oltre il 20%). I timori di un’inflazione sono eccessivi.

Tasso minimo di cambio

Michael Bernegger, esperto di politica monetaria, ha analizzato l’attuale forza del franco su incarico dell’USS. Lo studio spiega come la sopravvalutazione abbia origini sia nazionali che internazionali e come i due fattori si influenzino a vicenda. Presenta inoltre possibili soluzioni per la politica della Banca Nazionale, che finora i media non hanno discusso. Grazie all’appoggio politico di cui può nuovamente beneficiare, la Banca Nazionale dovrebbe essere in grado di fissare e imporre sul mercato un tasso minimo di cambio compatibile con gli obiettivi.

Il copresidente di Unia, Andreas Rieger, ha invitato i datori di lavoro e le loro associazioni a porre fine alla pericolosa partita a poker con i salari e gli orari di lavoro. Bisogna piuttosto unire le forze anche con i sindacati, agire nell’interesse dell’economia e di tutta la popolazione e garantire alla Banca Nazionale il necessario appoggio.

Abusi sul mercato del lavoro

L’USS esige in primo luogo che si combatta alla radice il problema del superfranco e si oppone fermamente agli abusi che ledono il mercato del lavoro. Bisogna intensificare i controlli soprattutto nel campo delle nuove assunzioni, particolarmente a rischio. Se si scoprono casi di dumping, Confederazione e Cantoni devono introdurre salari minimi a tutela dei salari svizzeri – tutti i salari, non solo quelli più bassi ma anche quelli della manodopera specializzata.

USS (05.09.2011)

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