Troppi regali fiscali ai privilegiati

All’origine della riforma III dell’imposizione delle imprese (RI imprese III) vi è la soppressione dei privilegi fiscali non giustificati per le multinazionali, un obiettivo condiviso anche dai sindacati. Peccato che durante i dibattiti in Parlamento la maggioranza borghese abbia introdotto regali fiscali senza precedenti e altre agevolazioni per i più ricchi.

 

Anche il disegno originariamente proposto dal Consiglio federale non era privo di conseguenze a livello di costi. In particolare partiva dal presupposto che i Cantoni avrebbero compensato la soppressione dei privilegi fiscali concessi a qualche società con una diminuzione generale delle imposte per tutte le imprese. La Confederazione aveva del resto l’intenzione di riversare ai Cantoni un miliardo di franchi.

 

Ma quanto ci costa la nuova riforma?

La diminuzione del gettito per Confederazione, Cantoni e Comuni non può essere stimata effettivamente. Stando alle cifre ufficiali, stiamo parlando di 1,3 miliardi di franchi solo per la Confederazione. Non si può invece prevedere con quale furbizia le grandi aziende sapranno combinare i nuovi «buchi» offerti dal sistema. Viste le esperienze maturate con la riforma II e le rispettive perdite non possiamo certo fidarci delle stime ufficiali.

 

Sosteniamo il referendum!

Con il miliardo che la Confederazione dovrà versare ai Cantoni si incentiverà ulteriormente la concorrenza fiscale. Le entrate federali diminuiranno, anche se è attualmente impossibile quantificare di quanto. Entreranno in gioco altri pacchetti di risparmio e la pressione sul personale crescerà ulteriormente. Se la riforma III verrà accettata, non si potranno escludere altri negoziati salariali con esito negativo. Inoltre, Cantoni e Comuni dovranno aumentare le imposte per le persone fisiche. Per tutte queste ragioni, il 24 giugno 2016, il comitato centrale di Garanto ha deciso di sostenere il referendum contro la riforma.

 

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