Un aumento meritato, giusto e necessario

02.09.2010

Rivendicazioni sindacali: dal 2 al 3% in più!

 

Per il 2011 i sindacati che fanno parte dell’USS chiedono la compensazione del rincaro e una partecipazione alla crescita della produttività. In sostanza vogliono un aumento generale dei salari del 2 al 3%, pari ad almeno 150 franchi per la maggior parte dei settori. Con queste rivendicazioni l’USS ha lanciato il 20 agosto 2010 i negoziati sui salari.

 

Secondo il presidente dell’USS, Paul Rechsteiner, gli utili delle imprese, la crescita della produttività e il ritardo salariale accumulato rendono necessario un aumento sostanziale dei salari medio-bassi. Oltre che migliorare l’equità salariale, accordi generali, almeno sotto forma di contributi unitari di 150 franchi, e un netto aumento dei salari minimi sono l’arma più efficace contro la disparità salariale tra i sessi.

«L’economia svizzera beneficia da alcuni mesi di una ripresa congiunturale trasversale della quale hanno tuttavia approfittato soprattutto le fasce salariali più alte», rileva Daniel Lampart, capo economista dell’USS. «Dal 1997 al 2006 il numero dei dipendenti che percepiscono uno stipendio superiore al milione di franchi è più che quadruplicato, da 500 a 2000. Questa tendenza è in parte ascrivibile all’individualizzazione della politica salariale. I bonus e le partecipazioni hanno permesso ai quadri di servirsi senza ritegno. Adesso urgono aumenti generali. Bisogna inoltre sostituire i bonus con salari fissi». Lampart ha infine invitato la Confederazione a attutire la nuova stangata dei premi malattia con maggiori riduzioni e ha sollecitato la Banca nazionale a prevenire le conseguenze di un franco forte.

Unia chiede il 3% per tutti a compensazione dell’aumento dei premi delle casse malati e nel senso di un aumento reale che in molti settori potrebbe tradursi in un contributo unitario di almeno 150 franchi. Ciò vale sia per la costruzione che per l’artigianato: «Nell’edilizia funziona tutto al meglio. L’artigianato denota un ritardo particolarmente elevato poiché in molti rami il padronato non ha accordato aumenti nonostante la buona congiuntura», ha affermato Hans-Ulrich Scheidegger, membro della direzione di Unia, motivando le rivendicazioni. Egli ha inoltre messo in guardia contro la fuga della manodopera qualificata. Unia si aspetta 140 franchi da Coop e Migros e «la fine della modestia» dall’industria.

Il sindacato della comunicazione chiede alla Posta e a Swisscom la piena compensazione del rincaro e un aumento reale dell’1,5 al 2%. Alain Carrupt, presidente centrale, dichiara: «Questi aumenti sono assolutamente meritati, ragionevoli e necessari anche nell’ottica economica. Le costanti ristrutturazioni, il peggioramento delle condizioni e l’intensificarsi della pressione alla prestazione gravano sulle spalle del personale. Il peggioramento complessivo delle condizioni di lavoro generali è innegabile».

Oltre a un aumento reale del 2%, l’Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB) chiede il contenimento degli aumenti variabili e invita a tornare al tavolo dei negoziati. Auspica inoltre criteri chiari e negoziabili per gli aumenti individuali. Secondo la segretaria centrale, Denise Chervet, le commissioni del personale dovrebbero poter controllare la ripartizione dei salari in base alle classi e al sesso.

USS, E.A. (20.08.2010)

Indietro