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Trasformazione

L'analisi del sondaggio Garanto – e perché è utile un audit

Lo scorso inverno, Garanto ha incaricato la società esterna BDO di condurre un sondaggio per capire, attraverso i propri membri, cosa non funziona. I risultati hanno confermato ciò che Garanto già sapeva.

Solo la situazione in Ticino si è discostata dalle aspettative: i riscontri dalla regione Sud sono stati positivi. Il presidente centrale Jean-Luc Addor e la segretaria centrale Debora Caminada hanno potuto constatare di persona il motivo di tale situazione durante la loro visita del 19 maggio scorso alla Dogana Sud a Chiasso: vi hanno scoperto una cultura esemplare di gestione del personale.

La società esterna BDO ha redatto un rapporto per riassumere questi risultati e formulare raccomandazioni d’azione. In esso vengono evidenziati sei punti:

  1. Utilizzare le valutazioni regionali per apportare miglioramenti mirati
  2. Migliorare la formazione Allegra, identificare i punti deboli, accompagnare meglio i diplomandi
  3. Ottimizzare gli strumenti digitali
  4. Rafforzare i concetti di comunicazione e partecipazione
  5. Sostenere i collaboratori in modo mirato
  6. Creare prospettive a lungo termine

L'analisi conferma i motivi per cui il presidente centrale Jean-Luc Addor ha chiesto al Parlamento, il 20 marzo, una verifica esterna dell'UDSC. Per lui è chiaro che sono necessarie misure per ripristinare la fiducia del personale e del settore privato. Nella sua presa di posizione del 13 maggio, il Consiglio federale, a torto, crede di poter eludere la necessità di una valutazione approfondita della situazione.

In poche parole: il Consiglio federale dichiara che l’UDSC sta facendo tutto il necessario e il possibile affinché tutto proceda per il meglio. Ma evita di specificare cosa funziona bene e cosa funziona meno bene. Menziona persino verifiche periodiche da parte di DaziT, senza indicare cosa tali verifiche abbiano rivelato.

Una verifica esterna valuterebbe tutte queste misure invece di limitarsi a menzionarle. Ciò rafforzerebbe la fiducia, in particolare all’interno della classe politica e dell’economia. Se, inoltre, i metodi di gestione particolarmente efficaci messi in atto in Ticino facessero scuola, come menzionato da BDO nel suo primo punto, anche il personale sarebbe coinvolto in modo più efficace nella trasformazione.

Questa riorganizzazione non deve sovraccaricare il personale

Il 7 maggio la Direzione ha comunicato la propria decisione di raggruppare gli attuali 6 livelli regionali e 23 livelli locali in 4 regioni e 16 uffici doganali. Le associazioni del personale erano state informate il giorno prima tramite una teleconferenza informativa.

Le misure annunciate comportano importanti cambiamenti organizzativi. Oltre alla riduzione del numero di regioni e di uffici doganali, è prevista una lunga fase di transizione e l’introduzione di nuove procedure di selezione per numerose funzioni dirigenziali. Questi cambiamenti suscitano nel personale preoccupazione, incertezza e molte domande.

Questa riorganizzazione riguarda soprattutto i quadri, per i quali l’UDSC è tenuta, in base al piano sociale e alle ordinanze sul personale federale, a coinvolgere le associazioni del personale. Per ricollocare questi nove dirigenti di livello locale, che in futuro saranno in esubero, e altre persone interessate in nuove funzioni, l'UDSC ha già elaborato un piano in tre fasi.

Garanto è convinta che una trasformazione di questa portata possa essere attuata con successo solo grazie alla responsabilità, al rispetto reciproco e alla solidarietà di tutti i collaboratori. In qualità di sindacato del personale doganale, desideriamo ricordare alcuni principi fondamentali:

  • Nessun collaboratore deve essere lasciato solo;
  • Il personale deve poter contare su sostegno, accompagnamento e trasparenza;
  • Il personale attuale, motivato e ben formato, è la vera ricchezza dell’UDSC;
  • I cambiamenti organizzativi non devono gravare ulteriormente né sulla missione dell’UDSC né sui collaboratori;
  • Le associazioni del personale devono essere coinvolte concretamente nelle successive fasi decisionali;
  • Il piano sociale deve essere applicato integralmente.

Il sindacato seguirà con attenzione gli sviluppi futuri e continuerà a impegnarsi a difesa degli interessi dei lavoratori.

Il Consiglio federale non tiene conto delle conclusioni della CdG

Garanto ha preso atto con irritazione del parere del Consiglio federale, pubblicato ieri pomeriggio, sulle raccomandazioni della CdG-S in merito alla trasformazione dell’AFD nell’UDSC. Non dando seguito ad alcune di esse, il Consiglio federale (quale potere esecutivo) dimostra di non prendere sufficientemente sul serio il rapporto della CdG-S (quale organo di vigilanza), affossando di fatto la fiducia nella ripartizione dei poteri che contraddistingue la democrazia svizzera. Non solo agli occhi di Garanto.

 

Le raccomandazioni espresse dalla CdG-S nel suo rapporto coincidono ampiamente con le richieste che Garanto porta avanti da tempo. Heidi Rebsamen, segretaria centrale di Garanto, ribadisce: «Per quanto ci concerne, restiamo fermi sulla nostra posizione: la riorganizzazione dell’UDSC deve essere interrotta finché non entreranno in vigore le basi legali necessarie». Dal canto suo, la presidente centrale e consigliera nazionale Sarah Wyss osserva: «Accogliamo con favore l’intenzione del Consiglio federale di armare il personale della carriera civile solo dopo l’entrata in vigore della revisione di legge, ma ribadiamo che l’obbligo dell’uniforme va revocato. Un’uniforme non è un semplice indumento di servizio (art. 70 OPers). Le guardie di confine indossano un’uniforme e sono armate. Le collaboratrici e i collaboratori della carriera civile, seppur con la stessa uniforme, non hanno la stessa sicurezza. Se si verifica una situazione di pericolo durante un controllo congiunto, non è possibile distinguere chiaramente chi porta l’arma. Il personale della carriera civile è quindi esposto a un rischio maggiore».

 

La trasformazione culturale tanto cara al Consiglio federale avviene senza il dovuto avvallo. Garanto lo ha più volte denunciato. Vogliamo una trasformazione culturale vera, che tenga conto delle due anime della dogana. Garanto esige inoltre un maggiore coinvolgimento del personale dell’UDSC (dogana e Cgcf) e una migliore considerazione delle sue conoscenze e competenze in vista dell’adozione di importanti decisioni tecniche.

Sospendere la riorganizzazione dell’UDSC fino all’approvazione delle pertinenti basi legali

In risposta al rapporto della CdG del 23 maggio, il comitato centrale ha deciso di scrivere una lettera aperta al Consiglio federale. Hanno firmato anche Transfair e APC.

 

Lettera aperta

 

Sospendere la riorganizzazione dell’UDSC fino all’approvazione delle pertinenti basi legali

 

Onorevole Presidente della Confederazione

Onorevoli Consigliere e Consiglieri federali

 

Il rapporto della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati sulla trasformazione dell’AFD nell’UDSC ha evidenziato quanto segue:

  • la nuova organizzazione mette il Parlamento davanti al fatto compiuto;
  • l’obbligo dell’uniforme (e l’integrazione nel sistema gerarchico del Cgcf) per il personale della carriera civile è illegale;
  • il porto dell’arma non deve essere esteso in misura significativa ad altre collaboratrici e ad altri collaboratori fino all’entrata in vigore della nuova legge.

 

Nello svolgimento del proprio mandato, il personale dell’Amministrazione federale è tenuto a rispettare standard etici elevati, sottostà a un severo codice deontologico allo scopo di tutelare la propria indipendenza e capacità d’azione e deve applicare lealmente e senza possibilità di fraintendimento le leggi emanate dal Parlamento. Secondo un principio di reciprocità, il personale dell’UDSC chiede ora che le leggi vengano rispettate anche nell’ambito della trasformazione dell’AFD per la quale è chiamato a pagare un prezzo molto alto.

 

Per le associazioni del personale è fondamentale che il Consiglio federale prenda fermamente posizione sul rapporto della CdG-S del 23 maggio 2022.

 

Dal nostro punto di vista è chiaro che le osservazioni formulate dalla CdG-S in merito all’obbligo dell’uniforme e dell’arma per il personale della carriera civile debbano essere tenute in debita considerazione. Riteniamo inoltre che tutte le misure riguardanti la trasformazione dell’UDSC, ad esempio il programma di formazione Allegra, debbano essere sospese fino al termine del dibattito parlamentare, ossia fino a che non sarà stato definito l’orientamento della nuova legislazione sulle dogane. Davanti alla grande incertezza e al profondo malcontento che attanagliano sia il personale della carriera civile sia quello del Corpo delle guardie di confine, ci permettiamo di attirare l’attenzione su due altri aspetti imprescindibili ai fini della riuscita della trasformazione:

  • Un miglior coinvolgimento del personale dell’UDSC, ossia una maggiore considerazione per le conoscenze professionali degli specialisti di dogana e delle guardie di confine in vista dell’adozione di importanti decisioni tecniche. Ciò implica la creazione di una tavola rotonda con i rappresentanti dei partner sociali sulle modalità di controllo 360°, il diritto di essere sentiti in forma verbale e scritta su tutti i progetti rilevanti e sulle modifiche che riguardano il personale.
  • Una vera trasformazione culturale che integri le due anime dell’UDSC, in particolare la creazione di un think tank che favorisca la riflessione e tenga seriamente conto delle critiche.

 

Vi ringraziamo per l’attenzione che vorrete dare alle nostre considerazioni nella risposta che

siete chiamati a fornire entro il 23 settembre.

 

17a classe di stipendio e termini di transizione: l’UDSC accoglie in buona parte le richieste sindacali

L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini attraversa una profonda trasformazione. Oggi i partner sociali hanno trovato un primo importante accordo: le guardie di confine saranno attribuite alla 17a classe salariale a partire dal 1° gennaio 2024, mentre gli specialisti doganali beneficeranno di termini di transizione più lunghi (almeno due anni) rispetto a quanto deciso inizialmente dall’UDSC (ex AFD). Garanto accoglie favorevolmente la retromarcia dell’UDSC. Una decisione condivisibile per quanto non ottimale. Deplora invece che dal 2030 gli specialisti doganali dovranno sopportare un nuovo declassamento.

Meglio tardi che mai: questa settimana, durante la quarta tornata negoziale con i sindacati Garanto, APC e transfair, l’UDSC ha dato prova di comprensione accogliendo in buona parte le richieste dei partner sociali. A partire dal 1° gennaio 2024 tutti i membri del Corpo delle guardie di confine e i primi specialisti dogana e sicurezza dei confini saranno attribuiti alla 17a classe salariale. Inoltre, gli specialisti doganali beneficiano di un termine di transizione più lungo (2 anni) e la loro classe verrà adeguata al nuovo profilo (specialista dogana e sicurezza dei confini) il 1° gennaio 2028.

Sarah Wyss, da dicembre 2021 presidente centrale di Garanto, commenta: «Per il personale la prevista trasformazione dell’AFD nell’UDSC è una sfida enorme non solo dal punto di vista tecnico (DaziT) ma anche in termini procedurali. Sono felice dei risultati ottenuti visto che i segnali per la riuscita di questo progetto immane non erano molto positivi».

L’aiuto dello studio esterno

Heidi Rebsamen, segretaria di Garanto, afferma con soddisfazione: «Lo studio sui salari che abbiamo commissionato a un prestigioso istituto di ricerca ha favorito l’assegnazione alla 17a classe. Grazie alle pertinenti argomentazioni, l’UFPER si è convinto a inserire nella 17a classe il nuovo profilo professionale, con un avanzamento di due classi per le guardie di confine. Un successo per i sindacati».

L’UDSC aveva fissato il termine di transizione al 1° gennaio 2026, quando tutto il personale avrà terminato il perfezionamento e saranno stati ultimati gli adeguamenti tecnici. Le categorie professionali delle guardie di confine e degli specialisti doganali confluiranno quindi nel nuovo profilo dello specialista dogana e sicurezza dei confini assegnati alla 17a classe.

Garanto deplora che le prime guardie di confine otterranno già ad agosto 2023, con la formazione «Allegra», la qualifica di specialista dogana e sicurezza dei confini e soddisferanno quindi i requisiti richiesti dalla 17a classe ma dovranno aspettare oltre due anni prima di percepirla. Una situazione inaccettabile.

Termini di transizione diversi: 2028 per gli specialisti doganali

D’altro canto, la trasformazione del profilo professionale per gli specialisti doganali altamente specializzati implica la perdita di una classe, dalla 18a alla 17a. Garanto si rammarica per l’impossibilità di uscirne tutti indenni. Quanto meno è stato possibile posticipare il termine di transizione. Con la garanzia salariale, lo stipendio verrà adeguato il 1° gennaio 2030, rispettivamente 2033.

Non sono ancora state discusse le soluzioni per gli assistenti doganali e i revisori. Garanto si impegnerà al massimo affinché anche queste categorie professionali ottengano una soluzione transitoria accettabile a lungo termine.

Primi risultati dei negoziati sul piano sociale

Abbiamo il piacere di comunicarvi i primi risultati dei negoziati avviati a maggio. Grazie a un intenso lavoro siamo riusciti ad ottenere qualche concessione concreta. Le classi di stipendio, tema fondamentale per noi, verranno decise dall’UFPER.

 

Le prime proposte non sono attese prima di fine settembre. Altre richieste necessitano invece di ulteriori approfondimenti. Bisognerà quindi attendere più a lungo prima di giungere a un risultato soddisfacente.

 

Attendiamo con interesse di poterne discutere con voi in occasione del congresso straordinario previsto il 24 settembre.

Non c’è fine al peggioramento della garanzia salariale

Con grande disappunto di Garanto, la settimana scorsa il Consiglio federale ha deciso di ridurre a 5 anni la garanzia salariale dopo il compimento dei 55 anni. Garanto si è opposto con veemenza a questo peggioramento che, per effetto della trasformazione dell’AFD, riguarderà molti collaboratori. In particolare, ha fatto valere la fortissima insicurezza che regna sul futuro di queste persone che dispongono di una formazione di monopolio. Non dispera tuttavia di negoziare una deroga nell’ambito delle discussioni sul piano sociale.

 

Ci auguriamo che questa sia la fine di una serie di deterioramenti relativi al pensionamento.

Nel 2013, è stato abolito il pensionamento anticipato per le guardie di confine.

Nel 2017, le pensioni transitorie sono state ridotte massicciamente, in modo che solo le persone con alti guadagni potessero permettersi una pensione anticipata.

Nel 2019, l'innalzamento dell'età di pensionamento a 65 anni è stata introdotta anche per le guardie di confine.

Allo stato attuale la garanzia salariale per i collaboratori e le collaboratrici a partire dai 55 anni è ridotta a 5 anni. Coloro che il 1.1.2022 (entrata in vigore della nuova disposizione) hanno già compiuto 55 anni possono beneficiare di una garanzia illimitata se la loro funzione viene inserita in una classe inferiore. Ciò si appplica ai declassamenti passati o futuri o per le attribuzioni a funzioni retribuite con salari inferiori.

Garanto discute con l’AFD le condizioni quadro sociali

Le discussioni si sono concentrate sulle condizioni quadro sociali che accompagneranno il passaggio del personale attuale nelle nuove strutture e sulle future condizioni di lavoro. La posizione di Garanto è chiara: non ne deve derivare alcun peggioramento.

Per Garanto vale quanto segue:

  • La classe di stipendio deve rispecchiare le esigenze del nuovo profilo a un livello elevato.
  • Le spese e i supplementi devono restare invariati.
  • Le disposizioni sull’orario di lavoro per il Cgcf e la dogana vanno riviste.
  • I collaboratori che passano dal Cgcf alla carriera doganale e poi ritornano al Cgcf devono sottostare a una normativa di favore.
  • L’equipaggiamento deve presentare una qualità elevata. In particolare occorre prestare attenzione al peso.
  • Tutti coloro che vogliono o devono possono lavorare all’UDSC fino al termine.
  • Sicurezza salariale
  • Sicurezza della formazione
  • Sicurezza del luogo di servizio
  • Soluzioni specifiche per casi di rigore

È stato convenuto di condurre altre discussioni con il consiglio di direzione e la presidenza.

Garanzia salariale dopo i 55 anni

La norma attuale che offre una garanzia salariale fino al pensionamento ai collaboratori con più di 55 anni che devono cambiare funzione a seguito di una riorganizzazione è messa in discussione. L’UFPER e il Consiglio federale vogliono limitare questa garanzia a 5 anni. Garanto e le altre associazioni del personale hanno potuto evitare l’entrata in vigore il 1° gennaio 2021. Durante i negoziati salariali la segretaria centrale ha saputo spiegare abilmente a Ueli Maurer come questo massiccio peggioramento delle condizioni di lavoro arrivi nel momento peggiore per i dipendenti dell’AFD. La prossima tornata negoziale con l’UFPER è in programma ancora prima di Natale. Garanto si batte per lo status quo e per termini transitori possibilmente lunghi.