02 luglio 2019 / News

Un compleanno dimenticato

La questione non è di stabilire se il Corpo delle guardie di confine nasce dalla legge sulle dogane del 1849 (art. 48) che istituisce di fatto la moderna dogana in Svizzera, dall’entrata in vigore della legge del 1893 che segna l’avvento nel 1894 delle guardie di confine federali o semplicemente da Innova, il programma in cui affonda le proprie radici l’attuale Cgcf. È semplicemente una questione di riconoscenza per il lavoro di tutte quelle persone che hanno contribuito, contribuiscono e contribuiranno sempre alla protezione del Paese.

Il mio istruttore sosteneva che una guardia di confine poteva dirsi tale solo se nelle prime ore del mattino, nella solitudine del servizio, riusciva a sentire lo stridere di un filo d’erba prigioniero del gelo.

Inizialmente le guardie di confine federali erano impiegate solo nei cantoni di Ginevra e Ticino. Ufficialmente il Corpo federale delle guardie di confine venne istituito nel 1894 con l’entrata in vigore il 28 giugno della legge sulle dogane del 1893.

Ce ne sarebbero di storie da raccontare come quella del collega trascinato dal torrente in buzza mentre era di pattuglia lungo il Foron o quella del gendarme ginevrino che ha valicato il confine verso Annemasse alla ricerca del collega sequestrato a Moillesulaz (F). E chi si ricorda ancora di Stéphane, obbligato a strisciare sulla strada per salvare la propria vita, o di Magnin, il cui ricordo è gravato nella pietra a Mategnin?

Durante la Prima guerra mondiale, il figlio del generale Wille attizzava le tensioni dichiarando ai giornali quanto fosse degradante paragonare un vero soldato a una guardia di confine. Ci furono vari incidenti di tiro con dei morti nei nostri ranghi. E che dire della Seconda guerra mondiale?

Noi siamo queste persone; agiamo lontano dalle luci della ribalta. Privarci di questo compleanno è un’ulteriore dimostrazione della scarsa considerazione che ci viene attestata. A Ginevra la popolazione continua a chiamarci giustamente «douaniers», doganieri. Rileggendo il testo del 1849, ho constatato che si riallaccia alla nostra Svizzera moderna. Potremmo quasi chiamare in causa Lavoisier!

Siamo tutti agenti doganali figli della legge del 1849. Gli anni e i politici hanno eroso le nostre modeste conquiste.

Non rimane che l’amore per la professione e la nostra esperienza.

Sarebbe stato bello festeggiare insieme questa dogana in pieno cambiamento! Peccato!

Come si diceva già 170 anni fa, «vigilo semper fidelis».

Buon compleanno!