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Pensionamento

Compensazione del rincaro PUBLICA

Il presidente centrale Jean-Luc Addor ha dato seguito alle richieste dell'assemblea dei delegati del 13 giugno e ha inviato una seconda lettera alla presidente della Confederazione Keller-Sutter. In questa lettera, a nome di Garanto, chiede

  1. la reintroduzione di un meccanismo di adeguamento regolare o almeno parziale delle rendite all'inflazione;
  2. in caso contrario, che venga presa in considerazione la corresponsione di un'indennità straordinaria per attenuare gli effetti dell'inflazione.

 

Leggi la lettera originale in francese (in versione PDF) o la traduzione in tedesco

Tasso di interesse minimo applicabile all’avere di vecchiaia PUBLICA: Garanto critica aspramente la decisione

Ancora nel corso del 2022 Garanto e le altre associazioni del personale della Confederazione avevano protestato davanti all’Organo paritetico della cassa di previdenza della Confederazione (OPC), criticando in particolare la scelta dello stesso OPC di dare un segnale preciso senza tuttavia spiegarlo agli assicurati.

 

Che ne è stato della strategia a lungo termine?

Deploriamo che l’OPC non segua una strategia a lungo termine. La previdenza professionale va impostata su un orizzonte temporale di diversi decenni. Le oscillazioni a breve termine non sono rilevanti. Bisogna piuttosto raggiungere un obiettivo di previdenza fissato nell’interesse degli assicurati e garantire le rendite a lungo termine.

 

Gli assicurati finanziano le misure di risanamento

Di fatto un tasso di interesse così basso implica che le misure di risanamento vengono finanziate unilateralmente dagli assicurati. Ciò è contrario allo spirito della previdenza professionale secondo cui in questi casi anche la Confederazione in qualità di datore di lavoro deve dare il proprio contributo. Non accettiamo che l’OPC si scosti da questo principio.

 

Bernd Talg, rappresentante di Garanto in seno all’OPC, afferma: «Sul fronte dei salariati, nessuno è veramente contento di questa decisione. Durante la prima seduta del 17 novembre è stato chiesto l’1,25 %, visto che tutti gli esperti di previdenza professionale ci hanno lasciato intravvedere prospettive migliori per il futuro. Al 13 dicembre 2022 non avevamo ancora trovato un accordo. La decisione è stata presa perché il grado di copertura di Publica al 9 dicembre si attestava al 97,3%. Nessuna delle parti voleva adottare misure di risanamento che avrebbero comportato un aumento dei contributi e l’erosione della compensazione del rincaro. I rappresentanti della Confederazione hanno minacciato di passare la palla alla commissione di cassa qualora non si fosse giunti a un accordo, una prospettiva che volevamo evitare. Se, nonostante tutte le previsioni negative, nel 2023 il tasso di copertura dovesse aumentare, i rappresentanti dei lavoratori in seno all’OPC chiederanno immediatamente l’aumento del tasso di interesse».

 

Il presidente e il vicepresidente dell’OPC hanno ribadito la loro decisione in forma scritta. Garanto e le altre associazioni del personale cercheranno al più presto il dialogo con la nuova consigliera federale.

Età di penionamento 65 / 64 Cgfr

Abbiamo pubblicato la nostra posizione sulla decisione del CF. Tuttavia, in collaborazione con swisspersona, abbiamo colto l’occasione per scrivere una lettera al Consiglio federale in corpore. Non ci facciamo illusioni che alla fine tutto ciò porterà a qualche cosa. Siamo però dell’opinione che i nostri governanti debbano sapere quali e quanti sono i cocci che con le loro decisioni hanno provocato presso i loro collaboratori. Ci auguriamo comunque che con la nomina della nuova Consigliera federale, abbia inizio un’era di politica del personale un tantino più sensibile.

Pensionamento a 65 anni per le guardie di confine / Parità di trattamento con gli istruttori militari!

La decisione del Consiglio federale a favore di un periodo di transizione breve ci è rimasta sullo stomaco.

Al termine dell’intervento al congresso dell’USS, Garanto non ha mancato di esprimere al consigliere federale Alain Berset tutto il suo disappunto. Berset ha manifestato comprensione per le nostre preoccupazioni e ci ha esortati a rivolgerci direttamente al DFF. Stando alle sue affermazioni, durante la seduta del 30 novembre non si è discusso più molto e la decisione è stata presa rapidamente. Garanto sapeva del breve periodo di transizione ma si è sempre espresso a favore almeno della soluzione minima 45/18 giudicando impraticabile ogni scenario peggiore. Non sappiamo purtroppo che ruolo ha giocato il direttore generale. Che si sia battuto pure lui a favore delle giovani guardie?

Lo stesso giorno il DDPS ha pubblicato informazioni molto più dettagliate. Per questo invochiamo la parità di trattamento.

Ossia

  • 23 anni di servizio (formazione di base inclusa)
  • Un indennizzo per l’aumento della durata della vita lavorativa

Viene versata al massimo la metà di una rendita transitoria (circa CHF 70 500.-), poiché in futuro in caso di pensionamento anticipato il datore di lavoro coprirà in media soltanto il 50 per cento dei costi di tale rendita. Il calcolo tiene conto degli anni di servizio. Ai collaboratori con 22 anni di servizio viene versato l’importo massimo e per ogni anno di servizio mancante è prevista una riduzione del 4,5 per cento.

  • Il carico fisico e psichico accresciuto dovrà ancora essere indennizzato e dovranno essere concessi giorni di compensazione supplementari per migliorare la conciliabilità tra vita privata e professionale.
  • Garanto esige di essere coinvolto dall’inizio nei lavori, ossia nella revisione OPPCPers.

Presenteremo queste richieste ancora oggi al DFF.

Non accettiamo questo compromesso!

Il Consiglio federale ha deciso di innalzare da 60 a 65 anni l’età di pensionamento per il personale neoassunto e per tutti i collaboratori delle categorie particolari sotto i 50 anni. Una misura che calpesta le richieste giustificate delle guardie di confine e crea notevoli difficoltà di reclutamento.

L’aumento dell’età di pensionamento è una grave ingerenza nella vita privata e professionale dei diretti interessati. Un limite più basso per le guardie di confine è giustificato dal fatto, scientificamente documentato, che i turni irregolari e di notte nuocciono alla salute. Con questa decisione il Consiglio federale concretizza le dichiarazioni rilasciate nel giugno 2017 e innalza l’età di pensionamento per i dipendenti sotto i 50 anni e neoassunti.

Il presidente centrale di Garanto Roland Liebi ha dichiarato: «Il nostro sindacato non sosteneva la soluzione di compromesso. Avremmo potuto accettare il pensionamento a 65 anni per le persone con meno di 45 anni o meno di 18 anni di servizio, ma il Consiglio federale ha aggravato in modo considerevole il compromesso.

Garanto chiede un ripensamento totale dei piani di carriera per il personale che dovrà lavorare fino a 65 anni. In particolare, invita a rivedere gli orari di lavoro, il materiale e la gestione dell’esercizio. I dipendenti che hanno compiuto 55 anni dovranno essere esonerati almeno in parte dal servizio di notte e l’equipaggiamento dovrà essere più leggero e ergonomico. 

Pensionamento a 65 anni per le guardie di confine

Nello scritto del 15 giugno al consigliere federale Ueli Maurer, le associazioni del personale Garanto, Transfair e swisspersona hanno ribadito la loro posizione in merito all’innalzamento a 65 anni dell’età di pensionamento.

Alla lettera sono stati allegati i risultati del sondaggio dai quali emerge chiaramente che il personale delle due categorie vuole mantenere il limite attuale.   

Le tre associazioni sostengono la disposizione transitoria vecchio/vecchio poiché senza questa garanzia – giustificata tra l’altro dal fatto che la maggior parte dei collaboratori hanno già dovuto accettare un primo innalzamento dell’età di pensionamento – crediamo che la nuova revisione godrà di scarsissima accettazione. Non vogliamo pensare al crollo di motivazione che potrebbe provocare pericolose reazioni tra i più anziani ma anche tra i più giovani con il rischio di compromettere il rapporto di fiducia. Mettere inutilmente alla prova la lealtà del personale cela il rischio di indebolire la sicurezza del Paese.

Garanto ha ribadito queste rivendicazioni anche nella lettera inviata il 20 giugno al direttore Christian Bock.