Finalmente qualcosa anche per il personale

Dicembre è sempre un mese importante per Garanto visto che durante la sessione invernale il Parlamento discute il preventivo e il credito per il personale. Diversamente dal passato, quest’anno i tagli proposti sono stati bocciati e sono addirittura state approvate misure salariali nell’ordine dello 0,6%.

Garanto e la Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC) chiedono che l’importo sia versato sotto forma di compensazione del rincaro.

Le misure salariali, per quanto modeste, sono state approvate nell’ambito della discussione sulle misure atte ad ammortizzare l’abbassamento del tasso di conversione. Nel tira e molla tra le Camere non è stato possibile trovare un accordo di maggioranza. Il finanziamento avrebbe dovuto essere garantito in parte da un credito aggiuntivo e in parte attraverso i preventivi 2018 e 2019, nei quali sarebbero state integrate le misure salariali sospese. Questa era la proposta del Consiglio federale che ha suscitato la viva opposizione di Garanto e di tutte le associazioni del personale.

A sorpresa tuttavia la maggioranza del Consiglio nazionale ha bocciato le misure riguardanti Publica nell’ambito del dibattito sulle misure salariali. Forse che il nostro grande impegno durante le discussioni con il consigliere federale, capo supremo del personale della Confederazione, Ueli Maurer e i parlamentari borghesi sia finalmente servito? Crediamo proprio di sì. Del resto, quest’anno Maurer si è schierato in modo encomiabile a fianco del personale federale: «Se vogliamo godere di un’ottima reputazione agli occhi della popolazione e sul mercato del lavoro, dobbiamo poter contare sui collaboratori migliori – anche in seno all’Amministrazione. Persone capaci e competenti in grado di garantire il buon esercizio. E questo ha un costo».

E per il futuro?

Garanto e la Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC) cercheranno ora di esercitare la propria influenza affinché il tasso di conversione venga abbassato solo l’anno prossimo e nel frattempo si possa trovare una nuova soluzione per attutire le conseguenze finanziarie. In questo senso abbiamo già scritto a Maurer in novembre chiedendogli un incontro in gennaio per raccattare i cocci.

Heidi Rebsamen, segretaria centrale

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