Partenariato sociale e prepensionamento sul banco di prova

Il 16 marzo 2017 le associazioni del personale federale hanno inviato uno scritto a tutti i consiglieri federali nel quale si oppongono a un nuovo eventuale innalzamento dell’età di pensionamento per particolari categorie di personale. Le associazioni invitano comunque, a titolo generale, il Consiglio federale a rispettare il partenariato sociale: i partner devono essere sentiti in merito a tutte le questioni riguardanti il personale prima della decisione del Consiglio federale.

In aprile il capo supremo del personale federale, Ueli Maurer, ha risposto in forma scritta. Ecco la sua lettera alle associazioni del personale federale:


Partenariato sociale nell’Amministrazione federale, pensionamento per particolari categorie di personale

Gentili signore, egregi signori

Nel vostro scritto del 16 marzo 2017 sottolineate l’importanza del partenariato sociale e spiegate i motivi per i quali respingete ulteriori adeguamenti dell’età di pensionamento per particolari categorie di personale.

Occorre prima di tutto rilevare che anche il Consiglio federale attribuisce grande importanza ad un buon partenariato sociale. Per quanto concerne le particolari categorie di personale il Consiglio federale ha incaricato il DFF di individuare i possibili orientamenti in vista della revisione delle disposizioni in materia di pensionamento. Un gruppo di lavoro, composto da rappresentanti dei dipartimenti e delle unità amministrative interessati, sta attualmente valutando l’adeguamento di queste disposizioni ed elaborando possibili varianti. Le associazioni del personale avranno modo di prendere posizione prima che il dossier passi al Consiglio federale.

Cordiali saluti

Ueli Maurer


Lettera delle associazioni del personale della Confederazione ai Consiglieri federali del 16.03.2017:

Partenariato sociale nell’Amministrazione federale e età di pensionamento per particolari categorie di personale

Onorevole Consigliera federale

Egregio Consigliere federale

Con questo scritto congiunto desideriamo attirare la sua attenzione su due tematiche che ci stanno particolarmente a cuore e spiegarle la nostra posizione. La prima è il partenariato sociale in generale tra le associazioni del personale federale e la Confederazione quale datore di lavoro. La seconda è l’età di pensionamento per particolari categorie di personale.

Nell’ambito degli adeguamenti delle condizioni di lavoro o delle misure di risparmio che riguardano il personale, dobbiamo purtroppo constatare che veniamo sistematicamente posti davanti al fatto compiuto. Troppo spesso non veniamo coinvolti. Per difendere al meglio gli interessi del personale è fondamentale che il partenariato sociale funzioni. Pertanto, il Consiglio federale deve coinvolgerci a monte delle sue decisioni.

La preghiamo di rispettare il partenariato sociale nell’ambito delle questioni concernenti il personale discusse dal Consiglio federale e di chiedere il parere delle associazioni del personale prima di decidere.

Dopo questa richiesta, passiamo alla questione più concreta dell’età di pensionamento delle particolari categorie di personale, segnatamente le guardie di confine, gli impiegati del DFAE soggetti all’obbligo di trasferimento come pure gli ufficiali e i sottufficiali di professione. Come già esposto durante l’incontro del 15 febbraio 2017 con il consigliere federale Ueli Maurer, questo tema è fondamentale per i nostri soci. Maurer ci ha assicurato che avrebbe informato il resto del Consiglio federale sulla nostra posizione. Alla luce della delicatezza della questione desideriamo ribadire il nostro parere esponendole fatti concreti.

Le disposizioni per particolari categorie di personale sono pienamente giustificate: ore supplementari fornite durante tutta la carriera professionale, attività in contesti difficili o molto difficili, lavoro di notte o in team, impegni all’estero carichi di insidie che a partire da una certa età non possono più essere svolti con il livello di qualità richiesto. Senza parlare poi dei rischi per la salute. D’altronde, queste categorie raccolgono professioni dette di monopolio, esercitate da persone che nella maggior parte dei casi trascorrono tutta la loro carriera nella stessa professione e al servizio della Confederazione. Ciò attesta da un canto la forte identificazione con il datore di lavoro e una totale lealtà nei suoi confronti. Dall’altro, il carattere monopolistico implica che il lavoratore non può essere impiegato ovunque. La scelta consapevole di lavorare per la Confederazione e di svolgere una professione di monopolio implica una rinuncia alla propria concorrenzialità sul mercato del lavoro.

Non bisogna nemmeno dimenticare che le categorie delle guardie di confine (15a classe di stipendio) o dei sottufficiali di carriera rientrano nelle classi salariali più basse, ben inferiori a quelle dei quadri (24a classe). Al DFAE, con l’adeguamento del sistema salariale, sembra che il personale trasferibile non avrà più le stesse possibilità di avanzamento di prima.

Riteniamo quindi inaccettabile un ulteriore adeguamento delle disposizioni in materia di pensionamento tanto più che l’ultima modifica risale solo al 2013 e che il periodo di transizione scadrà solo a metà dell’anno prossimo. La Confederazione dovrebbe proporsi quale datore di lavoro affidabile soprattutto nei confronti delle professioni di monopolio.

Visto quanto precede la preghiamo di rinunciare alla riforma delle disposizioni sul pensionamento delle particolari categorie di personale.

Voglia gradire i segni della nostra massima stima e considerazione.

Firma dei sei presidenti (Transfair, Swisspersona, Garanto, APC, SSP/VPOD, VKB/ACC

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