Più equità e trasparenza per il sistema salariale della Confederazione

Il Consiglio federale ritiene opportuno apportare dei correttivi al sistema salariale della Confederazione, in particolare per quanto riguarda l’evoluzione salariale, le indennità di residenza e i premi. I sindacati offrono la loro collaborazione ma non sono disposti ad accettare ulteriori ridistribuzioni dal basso verso l’alto.

Per conto della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale, il Consiglio federale ha commissionato una verifica esterna del sistema salariale in seno all’Amministrazione federale dalla quale è emerso che la prassi attuale è adeguata. Una conclusione che la Comunità di negoziazione del personale della Confederazione (CNPC) composta da APC, Garanto, personale Fedpol e SSP/VPOD, condivide solo in teoria poiché ritiene che le misure adottate lo scorso anno hanno tolto trasparenza e stabilità al sistema.

Critiche confermate

Dal rapporto emerge anche che il dimezzamento dell’evoluzione salariale effettivo dal gennaio 2016 mette in discussione la parità di trattamento tra i dipendenti e la concorrenzialità della Confederazione sul mercato del lavoro. Queste considerazioni confermano le nostre critiche. Chiediamo quindi un ritorno a un’evoluzione salariale migliore.

Per Garanto, il fatto di abbinare la valutazione del personale all’evoluzione salariale pone dei problemi poiché compromette la possibilità di un vero confronto sui punti di forza e le debolezze trasformando la discussione in un semplice scambio calcolato («Di cosa parlo? Cosa dico? Cosa non dico? Quali possibilità di miglioramento posso citare?»). La situazione si complica ulteriormente quando uno dei partner, in questo caso la Confederazione, non è affidabile e cambia costantemente le carte in tavola.

In vista degli adeguamenti del sistema salariale proposti dal rapporto esterno, è opportuno ricordare che anche la miglior soluzione non servirà a nulla se non disporrà delle necessarie risorse finanziarie. Bisogna quindi stanziare mezzi a sufficienza evitando però una ripartizione dal basso verso l’alto. Il salario al merito e tutte le altre forme di bonus si muovono proprio in questa direzione: rafforzano i forti, ossia i quadri. Occorre prestare particolare attenzione alla parità salariale. Le classificazioni e i salari dovrebbero essere verificati da un organo di controllo centrale.

Garanto ritiene che le indennità di residenza messe in discussione dal rapporto esterno abbiano tutta la loro ragion d’essere dato che i costi della vita variano da una località all’altra. Sarebbero soprattutto le classi più basse a risentire della loro soppressione. Se vogliamo cambiare veramente il sistema, dovremmo separare le indennità di residenza dalle indennità regionali. Questa proposta del congresso 2014 è di stretta attualità ed estremamente importante. Garanto l’ha ribadito anche al congresso 2016 approvando una risoluzione sul sistema salariale.

Avviati i negoziati salariali 2018

Sono già iniziati anche i primi colloqui tra i partner sociali per il 2018 – consapevolmente in un momento in cui è ancora troppo presto per dipingere il budget a tinte fosche. Le associazioni del personale chiedono, dopo due anni senza aumenti, misure urgenti e invitano il datore di lavoro a fornire il proprio contributo per attutire le conseguenze dell’abbassamento del tasso di conversione deciso dalla cassa pensioni Publica. Il 23 maggio 2017 è previsto un nuovo incontro con il consigliere federale Maurer durante il quale ribadiremo le nostre richieste.

CNPC/SSP-VPOD/Heidi Rebsamen

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