Reazioni / No all’innalzamento a 65 anni dell’età di pensionamento!

11.08.2017

Con grande disappunto ho appreso dalla stampa che l’età di pensionamento per le guardie di confine è stata innalzata a 65 anni. Non è possibile che le guardie che ogni due giorni devono cambiare turno non possano smettere di lavorare prima delle guardie che da anni, se non da decenni, lavorano secondo normali orari d’ufficio, dalle 07.00 alle 17.00. Il vecchio direttore delle dogane, Rudolf Dietrich mi aveva spiegato in occasione di un workshop che le nostre classi di stipendio erano inferiori a quelle dei colleghi della carriera civile perché possiamo andare in pensione a 58 anni. Parole vuote quindi. Prima abbiamo dovuto accettare che l’età fosse innalzata a 60 anni e adesso passiamo a 65 senza nemmeno discuterne.

S.H., Zurigo (49)

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A 62 o 63 anni una guardia di confine può diventare un rischio e, in caso di necessità, non è più di nessun aiuto per un 25enne. Dove sono i posti di lavoro supplementari per le guardie ammalate? Ci sono impieghi per le guardie con problemi di salute? È documentato che il lavoratore che per quasi 40 anni presta servizio a turni ha un’aspettativa di vita inferiore rispetto a uno che lavora in ufficio con orari normali. Ma innalzando l’età pensionabile a 65 anni ci sono forse anche guardie che non arrivano alla pensione e quindi non percepiscono alcuna rendita permettendo alla Confederazione di risparmiare cosa che peraltro deve fare.

M.P., Bienne (55)

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Mi vien da ridere (o da piangere, a seconda del momento) quando si vuole far credere che la Confederazione sia un datore di lavoro modello che si preoccupa della salute in azienda e emana direttive per l’ergonomia delle postazioni di lavoro del personale che se ne sta comodamente seduto in ufficio con l’aria condizionata a orari regolari mentre a noi chiede di prestare servizio a condizioni così poco rispettose dei ritmi biologici.

Una piccola visita da parte dei nostri consiglieri federali permetterebbe loro di capire fino in fondo quanto è duro il nostro lavoro e di rendersi conto che non si può pretendere che una persona continui a svolgerlo anche oltre i 60 anni.

Sergente, membro della sezione Romandia

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