Remiamo uniti

E‘ fine settembre e come ogni anno nello stesso periodo non sono solo le foglie a cadere ma anche le lettere di dimissioni al nostro sindacato. E’ il periodo in cui i nostri soci riflettono su “il sindacato serve ancora a qualcosa, ha ancora un senso, mi rappresenta veramente, si batte per i miei diritti, ha ancora il potere di influenzare le decisioni del datore di lavoro?”. Riflessioni anche comprensibili visti i tempi che corrono. Il sentimento più palpabile è sicuramente la rassegnazione, l’impotenza di non poter cambiare le cose nei confronti di una situazione non più comprensibile.

La tensione è alta. E allora che fare? Di riflesso te la prendi con chi puoi, anche se sai benissimo che non è il colpevole. Ma sfogarsi fa bene, si sa. Ed ecco che parte la letterina di dimissioni. Il periodo è duro e il tempo dei miracoli è passato da un po’.

Ma siamo sicuri che ci farà star meglio? Sì, certo, ti offrirai una pizza in più al mese. Ma il fatto di non far parte di una collettività di lavoratori che si batte per cercare di migliorare le proprie condizioni di lavoro, di tutelare i propri interessi, di essere solidale verso la tua categoria di personale ti aiuterà?

Perché è facile puntare il dito ma lo punti verso chi? Garanto è una grande famiglia, la famiglia del personale doganale, è l’unico sindacato di categoria per il personale doganale in Svizzera. Naturalmente come nelle famiglie più tradizionali a volte i toni si accendono e ci sono discussioni e non si è sempre d’accordo su tutto e non è sempre facile trovare la soluzione ideale e accontentare e fare felici tutti.

L’importante però è stare uniti e farsi forza insieme, non cedere alla passività e non arrendersi. La tua appartenenza al sindacato è cercare di alleviare la “zona grigia” con la consapevolezza che non cambierai il mondo ma darai un contributo affinché le cose per te e per i tuoi colleghi di lavoro vadano meglio. E’ anche nel tuo interesse se Garanto si fa più forte e accresce la sua influenza.

Gandhi diceva: “La felicità non viene dal possedere un gran numero di cose, ma deriva dall'orgoglio del lavoro che si fa; la povertà si può vincere con un sistema costruttivo ed è di fondamentale importanza combattere l'ingiustizia anche a costo della propria vita.“

Grazie di cuore a chi rema con noi.

Debora Caminada

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